La Lega si spacca Consiglieri diffidati a usare il simbolo

Lo stop di Bellachioma a Cilli, Di Blasio e Orsini che si erano opposti all’ingresso nel gruppo dell’assessore De Vincentiis
MONTESILVANO. La Lega Montesilvano non è più autorizzata a utilizzare il simbolo del partito di Matteo Salvini. Con una lettera inviata dal coordinatore regionale della Lega onorevole Giuseppe Bellachioma, i consiglieri comunali del gruppo consiliare Lega Salvini Montesilvano Aurelio Cilli (capogruppo), Stefano Di Blasio e Mauro Orsini sono stati diffidati dall’uso del simbolo. Interpellato durante il suo rientro in Abruzzo, sul caso Montesilvano l’onorevole Bellachioma ha detto: «Non rilascio dichiarazioni fino a quando non avrò incontrato i consiglieri comunali. L’incontro si svolgerà domani (oggi, ndr) o al massimo sabato. Poi, con l’autorizzazione di Salvini, potrò parlare delle decisioni prese per Montesilvano».
Interpellato anche il capogruppo consiliare Cilli, che a nome di Di Blasio e Orsini ha risposto: «Stiamo seguendo appieno tutte le prerogative del centrodestra e, dunque, della Lega. Non abbiamo tempo da perdere per inutili scaramucce». Scaramucce che hanno sempre più sembianze di fulmini da tempesta, e che sono iniziate a partire dal 4 agosto scorso, ovvero dalla presentazione fatta a Pescara dell’ingresso nel partito del Carroccio di tre amministratori montesilvanesi: l’assessore Ernesto De Vincentiis e i consiglieri comunali Angelita Palumbo e Adriano Tocco, tutti e tre molto legati al sindaco di Montesilvano Francesco Maragno. Soltanto un mese prima Cilli, Di Blasio e Orsini avevano dato vita al gruppo della Lega, continuando a fare opposizione alla giunta Maragno soprattutto sulle scelte politiche in materia di immigrazione. «Si continuano a investire fondi per gli Sprar e per l’accoglienza degli immigrati, dopo che già 250mila euro erano stati dirottati dai fondi dell’Azienda Speciale e del sociale», attaccavano i consiglieri della Lega, ribadendo quello che è lo slogan di Salvini: «Prima gli italiani».
Con l’ingresso di un componente della giunta di Maragno e di due consiglieri a lui molto vicini, è sembrato che venisse smentita l’azione politica della Lega a Montesilvano. Da qui la decisione del capogruppo Aurelio Cilli di non inserire De Vincentiis, la Palumbo e Tocco nel gruppo consiliare. Una decisione che ieri è sfociata nella lettera di Bellachioma, che ha tutte le caratteristiche di un primo passo verso l’epurazione. «No comment» è la risposta di Aurelio Cilli alla domanda su quale sarà la posizione dei tre consiglieri leghisti “originali” davanti alla diffida di Bellachioma, ma il precedente fresco del consigliere Lino Ruggero, che al Tar e al Consiglio di Stato vinse la battaglia contro Abruzzo Civico per l’uso del simbolo, induce a pensare che i tre consiglieri andranno avanti per la loro strada e, in caso di ricorso al tribunale amministrativo, avranno tutte le carte per dimostrare le loro ragioni. Ma i tre consiglieri hanno anche il tempo dalla loro parte. Ora che l’appuntamento elettorale per il rinnovo del consiglio regionale è slittato a febbraio, e dopo che il commissario provinciale Gianfranco Giuliante avrebbe promesso a decine di persone la candidatura all’Emiciclo, imbarcando nella Lega anche amministratori che con la politica leghista hanno poco a che fare, fino a quando sarà possibile mantenere il gioco con i vecchi adepti?

