«La legge per abbassare le tariffe c’è. Applicatela»

L’AQUILA . «Assumere ogni iniziativa urgente al ministero delle Infrastrutture e gli organi comunitari per ottenere il rapido esame e l’approvazione del Piano economico e finanziario, che contempli...
L’AQUILA . «Assumere ogni iniziativa urgente al ministero delle Infrastrutture e gli organi comunitari per ottenere il rapido esame e l’approvazione del Piano economico e finanziario, che contempli una nuova regolazione del sistema tariffario che, in base alle prescrizioni della legge 28 del 2012, dovrà prevedere tariffe sostenibili per l’utenza». È il passaggio chiave della richiesta formale di convocazione straordinaria del consiglio regionale che i consiglieri dei gruppi di centrosinistra, Giovanni Legnini, Silvio Paolucci, Americo Di Benedetto, Dino Pepe, Sandro Mariani, hanno avanzato al presidente Lorenzo Sospiri. La 228 è la legge di Stabilità 2013 nella quale venne approvata una norma, a firma dell’allora relatore Legnini, che identificò una volta per tutte l’autostrada A24-A25 come «infrastruttura strategica nazionale di protezione civile». La scossa di magnitudo 6.3 del 6 aprile 2009 aveva danneggiato l’autostrada soltanto pochissimi anni prima, provocando lo scalinamento di alcuni viadotti e dunque la chiusura dell’autostrada, precludendo l’unico punto di accesso diretto ai territori colpiti, passaggio fondamentale anche per la colonna mobile della Protezione civile. Si capì subito che non sarebbe più dovuto succedere che un’autostrada non fosse percorribile nel pieno di un’emergenza catastrofica. È dunque questa legge, secondo Legnini e il centrosinistra regionale, lo strumento che risolverebbe alla radice il problema dell’aumento dei pedaggi e quello della messa in sicurezza. I consiglieri hanno attaccato duramente l’operato (o meglio, il «non operato»), della giunta Marsilio. «Siamo in gravissimo ritardo sull’attuazione di quella norma», ha detto ieri Legnini rivendicandone la paternità, «qualificando la nostra autostrada come infrastruttura strategica di protezione civile e disponendo l’approvazione di un nuovo piano economico finanziario per mettere in sicurezza e rendere sostenibili le tariffe». La coalizione di centrosinistra scende dunque in campo chiedendo al Governo di accogliere l’istanza sottoscritta dai 108 sindaci di Abruzzo e Lazio il 6 giugno scorso, dopo l’ennesimo sit in romano e chiede al presidente della Regione Marco Marsilio e alla sua giunta di «non abbandonare i sindaci». Si deve passare «dalla promessa all’azione», facendo fronte (politico) comune verso un unico obiettivo: varare un nuovo Pef, dato che il vecchio piano è scaduto nel 2014, ribadiscono i consiglieri. «Ancora non affrontiamo nella sua globalità il tema della sicurezza autostradale che richiede un investimento di 3 miliardi di euro», la staffilata di Legnini verso una maggioranza «che non sta combinando nulla, come anche i suoi parlamentari». Legnini si è detto convinto che «purtroppo saranno necessarie risorse pubbliche se si vuole evitare di scaricare il peso di tariffe non più sostenibili sui cittadini». Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli altri consiglieri. Per Dino Pepe «questo aumento tariffario rappresenterebbe una sciagura da evitare alle porte delle stagione turistica».
«La richiesta del consiglio straordinario sulle autostrade arriva dopo la vicenda della messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso su cui terremo alta la guardia», ha detto invece il capogruppo di “Abruzzo in comune”, Sandro Mariani.

