La legge sull’omofobia riempie due piazze divise

13 Luglio 2020

Da una parte la manifestazione silenziosa dei contrari di “Pro vita e famiglia” Dall’altra la festa dei favorevoli tra associazioni, sindacati e movimenti di sinistra

PESCARA. A piazza Salotto la veglia silenziosa, con i partecipanti opportunamente distanziati, con un libro in mano e un bavaglio sulla bocca «per dire che nessuna legge può zittire le nostre coscienze». A piazza Sacro Cuore, le bandiere arcobaleno, i cartelli che rimandano all’articolo 3 della Costituzione, i discorsi sui diritti e sull’uguaglianza di genere.
È una Pescara spaccata in due quella che, ieri alle 21, ha popolato il centro città con due manifestazioni in contemporanea. Da una parte il movimento “Pro Vita e Famiglia” e il “Family Day” con #Restiamoliberi, iniziativa ideata in contemporanea in tutta Italia per protestare contro il progetto di legge Zan-Scalfarotto, definito «inutile e dannoso» oltre che «liberticida e incostituzionale» poiché punta a estendere alle manifestazioni d’odio fondate sull’omofobia e sulla transfobia le norme del codice penale che già puniscono la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa. Dall’altra parte oltre una trentina tra associazioni, sindacati, movimenti e partiti di sinistra che, invece, hanno voluto organizzare una contromanifestazione sulla spinta delle ripercussioni dell’aggressione del giovane 25enne sul lungomare, pestato dal branco perché passeggiava mano nella mano con il fidanzato. Entrambe le manifestazioni sono state molto partecipate. Tra i politici hanno partecipato il consigliere comunale Alessio Di Pasquale, in prima fila alla manifestazione contro la legge sull’omotransfobia, e dall’altro lato il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, il consigliere regionale Antonio Blasioli e i consiglieri comunali Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo e Stefania Catalano, presenti in piazza Sacro Cuore. (y.g.)
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