La lettera dell’assassino pentito: «Addio piccola, merito di morire»

L’albanese che accoltellò la giovane moldava chiede perdono: «Mi mancano i tuoi occhi bellissimi» Presentata la richiesta di interrogatorio, le accuse contestate dalla procura sono da ergastolo
FRANCAVILLA AL MARE. «Merito di rimanere chiuso qui dentro per il resto della mia vita. Perdonami, addio piccola». Roland Bushi lo scrive nella lettera di pentimento che arriva dal carcere. L’assassino di Aliona Oleinic, la ragazza moldava di 33 anni colpita con undici coltellate a Francavilla e morta in ospedale a distanza di 45 giorni, vuole essere interrogato dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari sull’aggressione avvenuta lo scorso 3 settembre. L’avvocato Antonello D’Aloisio, difensore dell’indagato, ha già presentato la richiesta in procura. Il pm Lucia Anna Campo contesta a Bushi, albanese di 28 anni, un’accusa da ergastolo: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Una furia innescata dalla gelosia e da un amore non ricambiato.
Bushi, in base al racconto del suo legale, è un uomo distrutto e non si dà pace: lo dimostra, sempre secondo la difesa, anche una lettera scritta in cella dall’assassino sei giorni dopo l’aggressione, ovvero quando la ragazza era ancora viva anche se ricoverata in Rianimazione in gravissime condizioni.
Un messaggio di una pagina, in un italiano comprensibile, che finora non era mai stato svelato. «Ciao Aliona, che bellissimo nome che hai», scrive Bushi su un foglio a righe, «non so se questa lettera arriverà mai da te, ma vorrei tanto di sì. Dove sono adesso è troppo brutto. C’è sole ma non c’è luce, c’è aria ma non si respira, tira vento ma io non lo sento... mi mancano un paio di occhi bellissimi, i tuoi». Roland si dice pentito. «Io sono una persona cattiva, brutta, merito di rimanere chiuso qui dentro per il resto della mia vita, perché ti ho fatto tanto male». La lettera, si diceva, è datata 9 settembre 2019. Bushi non può sapere che il cuore di Aliona, dopo qualche settimana, cesserà di battere per sempre. E allora prosegue: «Grazie a Dio tu sei viva e io sto pregando ogni giorno perché tu ti riprenda e possa ricominciare la tua vita come prima che mi conoscessi. Ti prego, scorda la mia faccia, il mio nome. Ti scongiuro di diventare forte e coraggiosa per dimenticare quella brutta mattina. Ti prego di farlo. Ti prego, scorda tutto quello che è successo». E ancora: «Troverai un uomo meraviglioso, che ti vuole bene e che si prenderà cura di te. Magari un giorno avrai un bellissimo bimbo, un bimbo che ti assomiglia tanto, con gli occhi belli come i tuoi». L’albanese racconta di aver pensato al suicidio. «Dopo quello che ti ho fatto era meglio morire. Voglio ammazzarmi, ma non ce la faccio perché sono un uomo di m..., brutto. Ti auguro una vita felice d’ora in poi. Perdonami tanto. Perdonami, perdonami, perdonami. Addio Aliona, addio piccola». Fin qui, la lettera.
Nella memoria depositata venerdì, negli uffici della procura teatina, dall’avvocato D’Aloisio c’è anche la richiesta di «integrazione istruttoria» sulle conversazioni via chat che l’assassino aveva avuto con Aliona prima che si accanisse sulla ragazza colpendola con un coltello da cucina lungo 19 centimetri. L’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio ha accertato il nesso di causalità tra i fendenti e il decesso: la morte è avvenuta per «insufficienza multiorgano secondaria alle lesioni», vale a dire per una serie di complicazioni, in particolare su fegato e pancreas, raggiunti dalla lama. La prossima mossa della difesa sarà la richiesta di ammissione al rito abbreviato che, in caso di condanna, prevede la riduzione di un terzo della pena.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

