La Liberazione nella memoria di generali eroi e auto storiche

26 Aprile 2019

MONTESILVANO. Non solo i partigiani hanno contribuito a liberare dal giogo nazifascista l’Italia occupata, ma anche i militari italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre, si trovarono tra due...

MONTESILVANO. Non solo i partigiani hanno contribuito a liberare dal giogo nazifascista l’Italia occupata, ma anche i militari italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre, si trovarono tra due fuochi, pronti a essere imprigionati o uccisi se non avessero indossato le divise dell’invasore. E il generale di brigata dei carabinieri Giuseppe Dezio, nato a Montesilvano l’11 maggio 1877, non solo non tradì il suo giuramento alla Patria, ma si impegnò fattivamente nell’organizzazione della resistenza armata.
A ricordare l’eroico sacrificio del generale dei carabinieri Dezio, ucciso a Saonara, in provincia di Padova, nel tentativo inutile di risparmiare la vita a 44 civili rastrellati dai nazisti, è stato ieri mattina il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, che da militare prestato alla politica sa bene quanto sia importante la memoria per non dimenticare il sacrificio dei tanti eroi che oggi ci permettono di vivere in una democrazia. Un 25 aprile di tutti, sotto l’unica bandiera tricolore, nel segno della memoria. Ieri mattina alle 9, in piazza Indro Montanelli, la deposizione della corona al monumento ai Caduti e, subito dopo, il ricordo del generale Dezio, medaglia d’argento al Valor militare.
Dopo la cerimonia fatta davanti alle autorità civili e militari, e alla presenza di una rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma, il sindaco accompagnato dall’assessore Valter Cozzi ha poi raggiunto il Museo del Treno, ieri aperto per l’occasione straordinaria del 25 aprile. Anche in questa occasione un modo molto particolare di festeggiare la Festa di Liberazione. Niente vecchi partigiani o canti della Resistenza, ma due Alfa della Guardia di Finanza e dei Carabinieri e due moto Gilera 250 degli anni Sessanta utilizzate dalle polizia municipale di Montesilvano. «Il 25 aprile non è passato inosservato in città», ha subito chiarito Renzo Gallerati, responsabile relazioni dell’Acaf «ma far vedere queste vetture storiche è un modo di dire che in quei giorni di grande caos c’era chi si occupava dell’ordine, e se quell’ordine è rimasto dal 1945 fino ai nostri giorni è stato anche grazie alle nostre forze dell’ordine».