La lotta contro l’Aids: i pazienti sono 600 a Pescara e provincia

Concerto del cantante Setak nella casa famiglia della Caritas Parruti: «Da gennaio partiranno gli screening sul territorio»
PESCARA. Sono 600 i malati di Aids presenti sul territorio della Asl pescarese. Sono i dati, resi noti dalla Asl di Pescara, che emergono nella giornata per la lotta all’Aids che si celebra oggi in tutto il mondo.
Dodici pazienti sono ospiti della casa famiglia per l’assistenza ai malati Hiv/Aids “Il Samaritano” della Caritas (presieduta da Corrado De Dominicis) e seguiti dal personale socio sanitario dell'unità operativa complessa Malattie infettive, guidata dal professor Giustino Parruti. Il quale annuncia che «dai primi di gennaio ripartiranno gli screening» per monitorare la popolazione dei malati sul territorio. «Presto divulgheremo i calendari delle date dei monitoraggi», prosegue Parruti, «che ci consentiranno di capire la situazione, ma al momento possiamo affermare che quasi tutti i pazienti sono a casa, sono seguiti e continuano a vivere la loro vita normalmente».
Il personale sanitario degli Infettivi dell'ospedale pescarese segue i 12 pazienti ospiti del Samaritano che ieri pomeriggio hanno ricevuto la visita del cantante abruzzese Setak (alias Nicola Pomponi) che si è esibito in un concerto dedicato ai 90 malati accolti nel centro negli ultimi 24 anni. «Sono molto contento di partecipare a questa iniziativa», ha detto Setak a Giannicola D'Angelo, dell'Osservatorio Caritas, «queste sono realtà che è facile dimenticare perché non fanno rumore. Quello che possiamo fare noi dal di fuori è cercare di sensibilizzare sempre di più le persone riguardo a quello che si fa in queste strutture, fare in modo che l’attenzione resti alta perché spesso questo tipo di lavoro finisce facilmente sotto un cono d’ombra».
D'Angelo rivela che oggi la struttura sanitaria e di accoglienza di via Caboto, diretta da Martina Pasta, «apre le porte al vicinato con l'inaugurazione di un murales realizzato dall’artista Pardino Biello, in arte 100ka, in omaggio a tutti coloro che hanno trovato ospitalità nella struttura in questi 24 anni di attività» essendo stata inaugurata il 20 novembre 1999. E in segno di vicinanza e sostegno ai portatori di Hiv-Aids sarà illuminata di rosso la torre civica del Comune di Pescara.
I pazienti del Samaritano hanno tra i 30 e i 40 anni e provengono anche da Marche, Lazio, Campania e altre regioni. «Della malattia si parla poco ma c'è ancora, seppur non con i numeri degli anni '80 quando l'Aids faceva molta paura», spiega la responsabile, Pasta, «domani (oggi) verranno anche gruppi di studenti pescaresi per fare una esperienza di conoscenza e sensibilizzazione della malattia» che si contrae soprattutto attraverso rapporti sessuali promiscui ma anche etero, tra compagni di una vita. All'interno della casa famiglia “Il Samaritano” gli ospiti ricevono l'assistenza del personale socio sanitario e trascorrono il tempo «partecipando ai numerosi laboratori proposti, tra canto, palestra, momenti ricreativi, con l'obiettivo di tornare presto ad una vita normale». «Certo», conclude Pasta, «i tempi di remissione sono individuali, legati alle loro tante fragilità, ma nel frattempo continuano a mantenere i contatti con le famiglie».

