La madre al killer: so che non volevi farlo

In diretta Facebook Laura Lamaletto invita tutti alla manifestazione di oggi e implora l’assassino: «Confessa per Ale»
PESCARA. «Per favore, a quello che ha sparato ad Ale due colpi di pistola, ti chiedo per favore di confessare questo reato. Io sono sicura che tu non lo volevi fare, io sono sicura che ti è scappato il colpo, forse perché Ale non se lo aspettava, io non ti odio. Ma ti prego, confessa per Ale».
Si rivolge direttamente al killer del figlio, Laura Lamaletto, che poco dopo le 9 di ieri mattina, nel silenzio della sua casa, lontana da microfoni e telecamere, ha allestito una diretta tutta sua, su Facebook, e per circa dieci minuti ha lasciato che fosse il suo cuore a parlare, dando voce alle sensazioni più che ai sospetti. Sensazioni che solo una madre può avere e che, sentendola parlare, sembrano indirizzate verso chi conosceva il figlio: «Tu non lo volevi fare», «ti è scappato il colpo», «Ale non se lo aspettava».
È un appello che mette i brividi e che Laura fa alla vigilia del cammino “per la verità di Ale” organizzato per questa sera alle 19 con partenza dalla locomotiva della vecchia stazione e arrivo alla Nave di Cascella. «Un cammino retto», ha spiegato, «perché retta deve essere la strada».
Davanti alla foto con i primi piani dei tre figli maschi bambini, sulla spiaggia, la madre indica il più piccolo, Alessandro, che nell’immagine sta nel mezzo. E parlando dei suoi figli, «c’è anche Viky, Dio li benedica», si rivolge proprio alle mamme, degli assassini di Alessandro. «A quelli che hanno commesso questo grave errore continuerò a chiedere la confessione, io lo so perché ogni mamma lo sa in cuor suo, e io so che queste mamme sanno quello che hanno fatto i figli. Io mi rivolgo anche a voi, io non la voglio la sofferenza, però pensate per un attimo, mamme di queste persone, a quanto è liberatorio sapere che i vostri figli stanno facendo qualcosa per gli altri, qualcosa di buono. Vi chiedo per favore di confessare questo reato, nessuno vi farà del male. Io per quello che potrò vi proteggerò, però confessate per favore, confessate per Ale».
Non ha sete di vendetta ma di verità mamma Laura che nello stesso video si rivolge agli amici del figlio che le sono accanto: «Chiedo a tutti voi che siete con la nostra famiglia di non odiare nessuno di loro, non voglio violenza, non voglio brutte parole. Nessuno sa ancora la verità, nessuno. Né la tv né i giornali. Tutto quello che hanno scritto ancora non è verità, aiutatemi a ricercarla». E ancora rivolta al killer, con le mani giunte e lo sguardo implorante: «Ti prego confessa. Ti prego. Confessa».
Poi racconta di tutti i messaggi di solidarietà e vicinanza ricevuti in questi giorni di lacrime e dolore, «mi hanno scritto con Facebook e con Instagram da qualsiasi parte del mondo, dalla Germania, dal Messico, dal Venezuela ovviamente, dalla Francia, da qualsiasi parte, dalla Sardegna, da Torino, da Milano», e a tutti chiede la stessa cosa: «Vi chiedo solo di accendere questa candela per la verità di Ale, ma accendetela che si veda, che quando qualcuno passi sotto la vostra finestra veda la candela per Ale. Contagiate il mondo con questa bontà, solo i nostri pensieri buoni di amore e luce possono cambiare il mondo, ricordatevelo». E poi, riguardo al cammino di oggi: «Io chiedo veramente a tutti quelli che possono, venite con me, con la mia famiglia, con me e con Paolo, a questa camminata». È un appello che fa a tutti, «amici, conoscenti, non conoscenti, mezzo conoscenti, mussulmani, cristiani, atei, buddisti: non importa, l’amore non ha colore. Venite da noi domenica, tutti quelli che possono. E se non potete, fate questo per la verità, la verità di Ale. Vi ringrazio veramente tantissimo e non mollerò. A quelli che hanno commesso questo grave errore continuerò a chiedere la confessione».
Ed è sempre è solo questa la richiesta che fino alla fine Laura Lamaletto rivolge all’assassino del figlio. Uno solo, perché è quasi sempre al singolare che ne parla: «Spero che tu abbia una buona giornata, lo chiedo solo a te, a quello che inavvertitamente ha sparato: ti prego, confessa, libera l’anima di mio figlio per favore».
E infine: «Buona giornata a tutti, e anche a te», riferito al killer, «buona giornata. A domenica».
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