La madre della piccola Hina: «Qui vivrà con mani libere»

28 Agosto 2021

Il ringraziamento della donna ai volontari che l’hanno assistita durante il parto  Il sindaco: «Segnale di speranza in questa tragedia umanitaria, la aiuteremo»

SULMONA. Sono stati con lei anche in sala parto, per espressa volontà della madre, mentre stava mettendo alla luce la piccola Hina, la prima bimba profuga afghana nata sul territorio italiano e a Sulmona. Un legame talmente intenso e profondo con chi l’ha presa in cura nella tragedia che stava vivendo, tanto da volerli vicini anche in un momento intimo e particolare come il parto di una figlia. E loro, i volontari della Croce rossa italiana, hanno risposto con tutta la dolcezza e l’amore che da sempre sanno offrire a chi, come nel caso della donna incinta fuggita nei giorni scorsi da Kabul, vuole vivere una vita normale, lontano dalle oppressioni e dalle violenze.
«Chiediamo solo di poter insegnare ai nostri figli di amare il prossimo e il mondo che li circonda. E che la vita deve essere vissuta con le mani libere, e nel rispetto degli altri», ha ripetuto la donna ai volontari della Croce rossa che da Kabul le sono stati sempre vicini, fino a giungere in Italia e alla base logistica di Roccaraso dove si trova attualmente la donna con la sua piccola Hina. Il marito è stato ucciso dai talebani davanti al muro di cinta che circonda l’aeroporto, dopo aver visto la loro casa data alle fiamme. Questo ha raccontato la donna. Insieme ai volontari della Croce rossa, nel punto nascita di Sulmona che una legge vuole cancellare perché nell’Abruzzo interno sono troppo pochi i bimbi che vengono al mondo, c’è anche un operatore culturale, un mediatore da otto anni in Italia, che in questi momenti drammatici e nello stesso tempo di felicità, si sta sostituendo al padre naturale della piccola. È lui che sta facendo da interprete tra la donna, i medici e tutti gli altro volontari. È lui che è stato ritratto con la piccola Hina in braccio, subito dopo il parto avvenuto nell’ospedale di Sulmona, nella foto che ha fatto il giro del mondo. Una storia, quella della piccola Hina, che la città sta vivendo con grande partecipazione. Tanti sulmonesi stanno già chiedendo come e cosa possono fare per aiutare le due donne, la madre e la piccola, per ridarle una speranza di vita. Anche il sindaco Annamaria Casini si sta interessando alla vicenda. Ne ha parlato anche con il prefetto Cinzia Torraco. «In questo momento di grande emergenza umanitaria la nostra città si è dimostrata accogliente e sensibile al dramma che sta vivendo un intero popolo. Un segnale di speranza in un momento in cui la morte e la paura sono gli unici linguaggi e le esperienze che questa gente sta vivendo», sottolinea Casini, «la nascita della piccola Hina nel nostro ospedale rappresenta un segno di speranza e uno stimolo a che tutta la nostra comunità si ponga davanti a questa tragedia umanitaria con lo spirito di accoglienza e solidarietà giusto. In questo momento, l’Abruzzo, e in particolare Avezzano, sono un primo centro di accoglienza nazionale di smistamento dei profughi afgani, e tutti dobbiamo fare la nostra parte per accogliere queste vite che fuggono dalla morte e che hanno diritto a un’altra possibilità».
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