La manager esperta di alta moda lascia lo stabilimento della Brioni

Penne, addio a sorpresa di Nina Maria Nitsche dopo la presentazione della nuova collezione 2019 Era arrivata un anno fa. I sindacati: «L’azienda ci ha abituati a questi cambi, ma ora sveli i suoi piani»
PENNE. Nina-Maria Nitsche lascia Brioni. La creativa tedesca, arrivata a dirigere le collezioni e l’immagine aziendale della maison d’alta moda vestina il 15 giugno 2017, dopo ben 23 anni trascorsi da Maison Martin Margiela, aveva presentato solo lo scorso giugno a Parigi la collezione primavera-estate 2019.
Un addio lampo dopo solo due collezioni ideate. La designer tedesca, rispetto al suo eccentrico predecessore, l’australiano Justin O’Shea, rimasto in Brioni solamente sette mesi, ha tentato di riportare Brioni verso quei dettami di eleganza e classicismo che negli anni passati avevano sempre rappresentato una certezza di lusso ed eleganza.
Il tentativo di risollevare il marchio Brioni virando decisamente verso il classico e legando il proprio nomi a divi del cinema come Anthony Hopkins, non è evidentemente servito per restare al vertice della direzione creativa. Negli ultimi due anni si sono succeduti due creativi alla direzione artistica di Brioni, senza «la rivitalizzazione di Brioni iniziata da Nitsche durante questo periodo», spiega in una nota la maison del gruppo Kering, «è destinata a continuare come parte del piano a lungo termine del marchio». Eppure un anno fa l’amministratore delegato Brioni Fabrizio Malverdi, che ha ringraziato la creativa tedesca per l’apporto dato, presentò la Nitsche sottolineando come il suo approccio avrebbe permesso ai valori fondamentali del marchio di prosperare.
Non sono rimasti stupiti di questo addio nemmeno i sindacati. «Non ci lascia stupiti l'addio alla direttrice creativa», spiega Leonardo D’Addazio operatore sindacale Femca Cisl Abruzzo Molise, «negli ultimi anni Brioni ci ha abituati a questi continui cambi, che finora non hanno portato a dei risultati soddisfacenti. Ovviamente continuiamo a non capire in quale direzione voglia andare Brioni. Nei giorni scorsi abbiamo richiesto un incontro alla Regione, in quanto dicembre 2018 si avvicina e l'accordo siglato del 4 aprile 2016 conteneva per questa data una valutazione dell'accordo sottoscritto».
La richiesta è stata fatta dalle tre organizzazioni firmatarie dell'accordo del 4 aprile 2016 e conteneva i seguenti punti fondamentali: operazione di insocurcing, riportando negli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova le lavorazioni compatibili con la tecnologia e le professionalità presenti; flessibilità e riduzione orario di lavoro. Nei prossimi mesi Brioni sarà dunque chiamata a valutare l’andamento avuto e decidere quali correttivi apportare. La speranza dei sindacati e dei lavoratori, che in questi anni hanno accettato flessibilità e riduzioni di orari, è che si trovi in fretta una soluzione che possa permettere al marchio di crescere nelle vendite e ai dipendenti di avere uno stipendio decoroso riportandoli ad almeno 36 ore settimanali.
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