La mappa delle frane 4 zone rosse sul Colle
La giunta aggiorna l’elenco delle aree a rischio, Cozzi: «Vietate nuove costruzioni Servono fondi per i lavori». Via Aspromonte ancora chiusa dopo il crollo della strada
MONTESILVANO. Una nuova mappa delle zone a rischio frana di Montesilvano colle. È questa la strategia dell’amministrazione Maragno per cercare di intercettare i fondi necessari a far fronte alle emergenze che hanno colpito la collina. La giunta ha approvato ieri mattina un documento attraverso il quale vengono individuate 4 nuove zone da inserire nella Carta della pericolosità da frana del piano di assetto idrogeologico. La proposta per una nuova perimetrazione, elaborata a seguito di indagini geologiche, verrà di seguito trasmessa all’Autorità di bacino regionale. A rientrare tra le zone definite rosse, secondo lo studio condotto dal geologo Piero D’Ercole, saranno in particolare: l’area sul versante settentrionale di Montesilvano Colle, tra il belvedere di piazza Calabresi, via Togliatti e via della Fonticella; le scarpate sul versante occidentale nel tratto compreso tra la chiesa San Michele Arcangelo e la strada comunale dello Sportello; infine Strada Comunale Trave nel tratto di collegamento con l’Oasi dello Spirito. Si tratta di zone colpite nell’inverno 2013 da importanti movimenti franosi che tuttora non sono stati ancora risolti. A completare l’elenco delle nuove zone a rischio c’è poi via Aspromonte, la strada collinare colpita lo scorso novembre da uno smottamento che ha resa necessaria la chiusura al transito veicolare e pedonale della via, con disagi per l’avvocato Sabatino Ciprietti rimasto tutt’oggi fuori casa. Anche in questo caso, infatti, è stata una relazione tecnica, condotta dal geologo Massimiliano Pilone, a consigliare all’amministrazione comunale di mantenere in vigore l’ordinanza di chiusura della strada in attesa di interventi di messa in sicurezza.
«Proporremo all’Autorità di bacino», dichiara l’assessore ai lavori pubblici Valter Cozzi, «l’inserimento nella categoria del Pai vigente delle nuove aree individuate. La nuova proposta di riperimetrazione ci consentirebbe, infatti, di chiedere ulteriori finanziamenti relativi agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Stiamo lavorando per impedire di costruire in zone dove il rischio idrogeologico è così alto». Era stato lo stesso Cozzi, all’indomani della frana di via Aspromonte, a mettere in luce l’anomalia montesilvanese: «C’è un problema, che ci portiamo avanti da tanti anni e che definirei più un paradosso. La Regione, in ambito di dissesto idrogeologico, ha delle risorse a disposizione per le cosiddette zone rosse, ovvero tutte quelle zone pericolose che sono state preventivamente perimetrate. A Montesilvano però non hanno mai perimetrato nulla perché si è preferito costruire quindi non essendoci zone rosse non possiamo accedere a quei fondi».
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