La marineria vuole garanzie da D’Alfonso
Ieri la manifestazione nazionale (con bombe carta) a Roma contro le nuove sanzioni, oggi l’incontro
PESCARA. La marineria italiana scuote Roma e i suoi palazzi del potere con una manifestazione imponente davanti a Montecitorio. Alla fine si parla di accordi, ma i pescatori sono decisi comunque a continuare lo sciopero a della pesca. A oltranza.
La protesta dei pescatori, nasce dalle ultime novità contenute nella legge 154/2016 che inasprisce il regime sanzionatorio nella normativa sulla pesca, prevedendo tra l’altro che i sanzionati siano ulteriormente “puniti” non consentendo loro più la possibilità di accedere ai benefici economici durante il fermo biologico o per ammodernamento e demolizione delle imbarcazioni. Il comparto pesca di Pescara era in prima linea con una ottantina di rappresentanti della categoria. La protesta si è conclusa con «un accordo istituzioni-manifestanti» su modifiche alla legge a favore dei pescatori, scrivono le agenzie.
Un risultato non scontato, al termine di una giornata “calda”, durante la quale sono stati esplosi alcuni petardi e sette bombe carta, con la polizia che ha fermato due persone. La marineria pescarese con tutta quella abruzzese, quindi di Ortona, Giulianova, Vasto, ha però poca fiducia in questo «accordo» e ha scelto di aprire anche altri fronti per portare a casa il risultato. «Noi stiamo tornando», racconta al telefono Mimmo Grosso, rappresentante dell’Associazione Armatori di Pescara, «e abbiamo chiesto al governatore Luciano D’Alfonso di incontrarlo domani (oggi per chi legge ndr), più tardi ci dirà a che ora sarà possibile. Vogliamo che lui si faccia promotore e garante di un incontro tra rappresentanti della categoria, uno per ogni marineria d’Italia, il sottosegretario alla Pesca Giuseppe Castiglione, e il direttore generale della Pesca marittima del ministero Riccardo Rigillo. Solo loro possono cambiare realmente le carte in tavola e questa legge assurda che penalizza ancora di più una categoria già massacrata da anni di crisi, inquinamento, tagli, divieti. Non ci siamo divisi dagli altri nella protesta», tiene a precisare Grosso riferendosi ai colleghi siciliani, liguri, pugliesi e di tutto il resto d’Italia che si sono ritrovati nella Capitale, «ma vogliamo percorrere anche un’altra strada per portare a casa un risultato concreto. D’Alfonso lo vogliamo vedere domani stesso (oggi ndr) e ci deve dare assicurazioni concrete».
Intanto anche la marineria pescarese continua nell’adesione allo sciopero, «e siamo pronti ad andare avanti per quanto servirà», avverte il rappresentante della categoria, «con manifestazioni anche importanti, tipo tornare a bloccare l’asse attrezzato, perché devono ascoltarci e cambiare subito questa legge ingiusta». (lad’i)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

