La matematica al Liceo e il sogno di Santo Domingo Fino alla tragica morte

4 Aprile 2017

CHIETI. Se lo ricordano a passeggio lungo il Corsocon un cappello Panama color bianco. Era il mese di settembre. Quasi che Fernando Ranni di 72 anni, prima di ripartire per i Caraibi a ottobre scorso,...

CHIETI. Se lo ricordano a passeggio lungo il Corsocon un cappello Panama color bianco. Era il mese di settembre. Quasi che Fernando Ranni di 72 anni, prima di ripartire per i Caraibi a ottobre scorso, fosse rimasto con la mente ancora a Boca Chica, comune della provincia di Santo Domingo. Nessuno poteva immaginare in quel momento che quasi sei mesi dopo lo avrebbero ritrovato impiccato alla maniglia di una porta, nell’appartamento in cui viveva in affitto, nel quartiere Conde del comune dominicano. Fu lì che 25 anni fa, da pensionato 47enne, Ranni decise di trasferirsi, continuando a fare per anni la spola tra l’Italia e il centro America, dopo aver vissuto oltreoceano per diverso tempo. Non bastarono le ripetizioni agli alunni e i dopo scuola, attività che svolse per poco, una volta pensionato. Non lo trattenne neppure quel ristorante che il professore volle aprire vicino alla stazione di Montesilvano, dal nome “Italia Novanta”, messo su a ridosso degli storici mondiali di calcio. La partenza era decisa. Eppure l’ex professore teatino di matematica che insegnò nella fine degli anni Settanta nell’istituto Galiani e giunto poi nelle aule del liceo scientifico Masci, voleva tornare a vivere a Chieti. A raccontarlo gli amici, anche quelli che lo stavano aiutando ad arredare la casa che aveva comprato in zona via Papa Giovanni, di fronte alle terme romane. Ranni era riuscito alcuni mesi fa a vendere finalmente il suo appartamento di Boca Chica ad un acquirente che gli offrì 40 mila dollari, quasi dieci mila in meno di quanto spese più di dieci anni prima per acquistarlo. Eppure la decisione di vendere, nella mente del professore, si stava concretizzando sempre di più, un progetto che stava diventando realtà almeno da settembre, stando a quanto racconta chi lo conosceva. Poi la vendita e la volontà di ritornare nella città in cui era nato e da cui 25 anni prima aveva deciso di andare via.

Ma Santo Domingo non fu, all’epoca, la prima meta che Ranni aveva in mente per ricominciare. Lo ricorda bene chi lo aiutò a consultare dépliant e libretti turistici per scegliere dove iniziare una nuova vita. Prima l’ipotesi del trasferimento in Grecia, poi le isole Canarie, più vicine all’Italia. Poi ancora l’idea del Brasile, che gli amici gli sconsigliarono perché «c’è troppa delinquenza». Alla fine se ne andò nella provincia di Santo Domingo e lì, all’inizio della sua avventura, tutto sembrava andare avanti come in un film. Nel periodo iniziale della permanenza, un incontro cruciale con un imprenditore italiano, proprietario di un albergo ristorante, arrivato nella Repubblica dominicana per circostanze «poco chiare». Era «un socialista craxiano» ricordano gli amici ricordando i racconti del professore, che all’inizio della sua nuova avventura cominciò a lavorare per lui come contabile nell’attività alberghiera. Sarebbe dovuto tornare giovedì, Ranni. Forse stanco di una lontananza durata anni. Purtroppo non ce l’ha fatta.(e.r.)