La meglio gioventù a colpi di tweet

Il diario della 31enne: il gradimento della vita a Berlino e la nostalgia per la Valle Peligna e la Giostra
SULMONA. La meglio gioventù, cacciata via da un “Paese di dinosauri”, come ricordava il docente universitario nell’omonimo film di Marco Tullio Giordana, è quella che grazie all’Erasmus prende confidenza con l’Europa, poi pian piano se ne innamora e quindi ne diventa dipendente, tanto da trasformare tutti quei giovani in cittadini del mondo. L’Italia migliore è quella di Fabrizia Di Lorenzo e di tutti quei ragazzi e ragazze che cercano fortuna all’estero stanchi e schifati da un’Italia ancora non al passo con i tempi. La stessa Fabrizia era rimasta colpita dalla scena del film con protagonista Luigi Lo Cascio e lo aveva postato su twitter. Già dalla scuola appassionata di lingue manteneva i contatti con la sua terra a colpi di tweet. Forte dell’esperienza alla Freie Universität Berlin, dove si era specializzata approfondendo il tema dell’integrazione tra i popoli, viveva questa sua modernità nel lavoro. Applicando al massimo la flessibilità, che consente di cambiare occupazione con disinvoltura e coraggio, era avanti con i tempi. Frequentava gli shisha bar ed era figlia di un cosmopolitismo lontano anni luce dai cliché tipici di tanti bamboccioni di casa nostra. I suoi tweet raccontavano le speranze nell’emancipazione dell’Italia attraverso riforme che non arrivavano come lei sperava, il pensiero fisso alla sua Sulmona, agli abiti d’epoca della Giostra cavalleresca, ai profumi e all’atmosfera di cortei tra sestieri e cavalieri. Era innamorata della lingua tedesca, trovava gradevole la parola uberempfindlich (permaloso), che le ispirava supersensibilità. Viveva in Germania, di cui apprezzava tante cose, e pensava all’Italia, rimasta in balìa di una mentalità obsoleta, troppo lenta per chi come Fabrizia galoppava mentre il mondo intorno era ad andamento lento.
Chissà cosa penserebbe la 31enne di Sulmona della battutaccia del ministro Poletti sui giovani che lasciano l’Italia! Lei che aveva piegato la schiena sui libri con risultati eccellenti. Dai successi liceali alla splendida carriera universitaria: la laurea triennale all’Università La Sapienza di Roma in Mediazione linguistico-culturale, la magistrale all’Alma Mater di Bologna in Relazioni internazionali e diplomatiche e un master alla Cattolica di Milano in tedesco per la comunicazione economica. Nel 2013 si era trasferita a Vienna prima del trasloco a Berlino, dove era una delle più brillanti dipendenti della 4Flow, società di consulenza trasporti e logistica. E nel suo curriculum anche un impiego alla Bosch. A testimonianza della sua vitalità intellettuale persino la collaborazione con Berlino Magazine, sito online in italiano di cultura e attualità. Addio Fabrizia, con te se ne va davvero la meglio gioventù.
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