La minaccia a Mascia «Ridammi il permesso o ti sparo alle gambe»

10 Gennaio 2015

L’ex sindaco ricorda i due anni vissuti sotto scorta «Un ambulante mi scrisse dal carcere, ho avuto paura»

PESCARA. Una lettera minatoria molto pesante, condita da minacce di morte e invettive nei riguardi dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia (foto).

«Restituisci il permesso oppure ti sparo alle ginocchia», scrisse dal carcere, nell’agosto del 2011, un detenuto ritenuto dagli inquirenti uno degli esponenti della banda dei kalashnikov.

Durante la scorsa amministrazione, l’uomo era andato su tutte le furie a causa della revoca di un permesso per la vendita dei panini lungo la riviera alla famiglia della sua compagna.

Un precedente che oggi assume una luce nuova dopo l’aggressione compiuta da un altro ambulante, Giuseppe Cassarino, nei confronti dell’attuale assessore al commercio Giacomo Cuzzi, responsabile di aver firmato l’ordinanza che vieta la vendita itinerante nelle aree di pregio della città.

Dopo le minacce per iscritto, l’ex primo cittadino fu messo sotto scorta per due anni, facendosi seguire durante tutti i suoi spostamenti da un vigile urbano.

Mascia, secondo lei esiste un problema di sicurezza?

«In cinque anni, da sindaco, ne ho viste davvero tante. Sono dovuto intervenire più volte cercando una mediazione tra chi minacciava di suicidarsi e chi inveiva contro di noi. L’episodio che più mi ha lasciato sconcertato sono state le minacce di morte ricevute per iscritto. Allora, ho avuto davvero paura».

Come ha affrontato la questione?

«Sono stato due anni sotto scorta. Poi, nel 2011, a metà mandato, dopo una serie di furti registrati negli uffici ai danni dei dipendenti e diverse persone introdottesi in Comune senza autorizzazione, decisi di bandire l’appalto pubblico per sistemare i tornelli agli ingressi dei due palazzi del Comune. In concomitanza è stato istituito il servizio di portierato, garantito da personale qualificato non armato».

I tornelli possono essere una soluzione per prevenire le aggressioni?

«Senza dubbio costituiscono un deterrente e fungono da filtro poiché chiunque, prima di entrare, è obbligato a consegnare un documento e a farsi identificare dal personale in servizio agli ingressi. Gli ospiti, poi, sono obbligati a muoversi esibendo un pass. In tutti i palazzi istituzionali, in tutto il mondo, ci sono i dispositivi elettronici di sorveglianza e non vedo alcun motivo per eliminarli dal Comune di Pescara».

Che cosa consiglierebbe al sindaco Marco Alessandrini?

«Alessandrini ne ha fatto una questione personale, utilizzando l’abbattimento dei tornelli come uno slogan centrale durante la sua campagna elettorale. Oggi, alla luce delle ultime aggressioni, dovrebbe impegnarsi a ripristinare questo servizio che invece è depotenziato. Ai due assessori aggrediti, Cuzzi e Sulpizio, esprimo tutta la mia solidarietà, questi sono episodi che vanno condannati indipendentemente dal colore politico». (y.g.)

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