La minaccia del Da Vinci: ci trasferiamo in Provincia

18 Luglio 2015

Dopo lo sfratto da via Vespucci, preside, genitori e studenti sul piede di guerra Il Comune propone una sede in piazza dei Grue, lunedì vertice con Di Marco

PESCARA. «Se non si trova una soluzione, a settembre, ogni giorno, dalla riapertura della scuola, ci presenteremo al palazzo della Provincia per fare lezione». È stato apodittico, ieri pomeriggio, il dirigente scolastico del liceo scientifico da Vinci, Giuliano Bocchia, nell’assemblea che si è svolta all’aperto nel cortile della succursale della scuola, in via Bradano, alla quale hanno preso parte quasi in 150, tra genitori, insegnanti e studenti, per discutere della disdetta del contratto d’affitto tra la proprietà dell’immobile che ospita la succursale, Barbara Angela Morgillo (tra l’altro ex insegnante della scuola) e la Provincia, la quale, a causa dei tagli, si è vista costretta a cancellare dal bilancio dell’ente l’onere per la locazione della sede. Così, entro la fine del mese, i locali della succursale del liceo dovranno essere sgombrati, e i circa 200 studenti, se non si troverà un’alternativa, saranno costretti a trasferirsi nella sede centrale del da Vinci, in via Colle Marino. Ma il preside, megafono in mano, non ci sta. E ieri ha avvertito, durante l’incontro di via Bradano, che nel caso in cui non si trovasse una situazione valida, oltre alle lezioni in Provincia, accetterà «qualsiasi domanda di nulla osta venisse presentata dagli studenti per un trasferimento in un'altra scuola». Pertanto, il rischio potrebbe essere che 200 studenti chiedano in massa di trasferirsi all’altro liceo scientifico della città, il Galilei, che ha una sede molto più vicina, alla loro zona, di Colle Marino. Un’eventualità che metterebbe in ginocchio il Galilei. Già, poiché «questo», ha sottolineato il preside in piedi sugli scalini della scuola, «non è un problema del nostro liceo, ma è un problema della città. È un problema di Pescara», ha sottolineato, scatenando gli applausi dei presenti. Un braccio di ferro, ora, tra Provincia e liceo, che ieri mattina si è materializzato anche con gli operai della Provincia che si sono trovati davanti la porta sbarrata della scuola, mentre un varco si sarebbe aperto col Comune.

Il preside infatti ha rivelato di aver incontrato ieri mattina il sindaco, Marco Alessandrini, che si sarebbe reso disponibile a valutare la possibilità di mettere a disposizione della scuola dei locali di piazza dei Grue: o la sede della circoscrizione o quella di un’associazione. «O comunque», ha aggiunto Bocchia, «si potrebbe aprire una trattativa per l’acquisto dell’immobile, che finora ha ospitato la scuola, da parte della Provincia». Di tutto questo se ne parlerà lunedì mattina, alle 11, in Provincia, dove vi sarà un incontro tra il presidente Antonio Di Marco, Bocchia e i responsabili dell’istituto alberghiero De Cecco, anch’esso alle prese con problemi logistici. Un trait d’union studenti-genitori–insegnanti, tuttavia, alla succursale del da Vinci, in una saldatura contro lo sfratto che promette battaglia.

«Non possono scipparci questa dimensione», ha detto ieri Rossella Colangelo, insegnante di filosofia e rsu d’istituto. «Ci dobbiamo costituire come parte vitale», ha continuato Colangelo, «e dobbiamo organizzare presìdi»; mentre Gianmarco Girolami, studente rappresentante d’istituto, ha esortato a «difendere la nostra scuola». Il papà di uno studente, Giuseppe Di Marco, ha poi ricordato che «erano state fatte delle promesse», affiancato da una mamma, Filomena Di Crescenzo, per la quale «la scuola rappresenta la cultura di un territorio e dunque non può essere oggetto di un trasferimento».

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