La Misericordia pronta a ospitare la Croce Rossa

10 Aprile 2018

Dopo lo sfratto esecutivo della Provincia, arriva l’invito ai 400 operatori della Cri Fiorilli: a disposizione i locali di via Tirino. Nieddu ringrazia, ma si appella all’ente

PESCARA. Non ha né divise e né colori lo spirito di servizio delle associazioni di volontariato attive sul territorio. Al silenzio assordante delle istituzioni che, sulla vicenda dello sfratto della Croce rossa dai locali in via Avezzano non hanno finora espresso alcuna forma di vicinanza all’associazione presieduta da Fabio Nieddu, si contrappone la mano tesa di un’altra organizzazione, la Misericordia.
A una manciata di giorni dalla notizia della procedura giudiziaria voluta dalla Provincia, infatti, il governatore Berardino Fiorilli si dice pronta ad aprire le porte della propria sede di Porta Nuova per ospitare temporaneamente i 400 angeli del soccorso che dal 17 aprile resteranno senza un posto in cui svolgere le proprie attività. «Ci mettiamo a disposizione degli amici della Cri», annuncia Fiorilli, già vice sindaco durante la scorsa amministrazione comunale di centrodestra, «offrendo la nostra disponibilità a ospitare temporaneamente uomini e mezzi nella nostra sede in via Tirino, in attesa di trovare un’alternativa, pur esprimendo sconcerto al pensiero che la solidarietà debba arrivare da chi già la fa tutti i giorni gratuitamente. Riteniamo inqualificabile l’atteggiamento di chiusura assunto dal presidente della Provincia Antonio Di Marco, che ha letteralmente sbattuto fuori, in mezzo a una strada, un’associazione di assoluto pregio che ha contribuito a scrivere in maniera concreta pagine di storia del nostro volontariato».
«Questa apertura mi riempie di gioia», risponde il presidente della Croce rossa Fabio Nieddu, «è la dimostrazione del valore dello spirito solidarizio, davvero non ci sono limiti alla bellezza del servizio. Ringrazio tantissimo Fiorilli, i volontari e i dirigenti della Misericordia per questo splendido gesto, ma confido ancora che i consiglieri provinciali rispondano al mio appello e portino Di Marco a fare un passo indietro».
Lo sfratto esecutivo alla Croce rossa è stato notificato giovedì scorso. Il provvedimento è scattato a causa di un vecchio debito da 25mila euro, contratto con la Provincia dalla vecchia gestione. Ma, nonostante la volontà di saldare interamente la morosità e proseguire con un nuovo contratto di affitto, Di Marco ha detto “no” a ogni forma di conciliazione.
E mentre «piena solidarietà e sostegno» arrivano anche dal presidente della Croce rossa di Spoltore Pierluigi Parisi, dal consiglio direttivo e dai volontari, la Misericordia si dice pronta a fare addirittura di più. «La Croce rossa italiana e il suo presidente Nieddu», spiega Fiorilli, «sono vittime di uno sfratto assurdo e ingiustificabile sotto il profilo istituzionale. Chi lo ha firmato probabilmente non si rende conto che privare la Croce rossa della propria sede significa toglierle solidità, fondamenta, stabilità, gettarla nella precarietà e cancellare un punto di riferimento imprescindibile per centinaia di persone. Penso a coloro che si recano quotidianamente nella sede di via Avezzano per chiedere un pacco pasta, per il pagamento di una bolletta o per avere informazioni sul dove poter dormire di notte».
«Chi ha firmato quell’atto di sfratto», aggiunge ancora Fiorilli, «probabilmente non si rende neanche conto di quante e quali attività svolgono ogni giorno le associazioni di volontariato come le nostre, anche in sostituzione delle istituzioni, o forse non si è mai sporcato le mani tra le macerie di case crollate, né ha combattuto contro temperature polari per salvare vite travolte da una valanga, né ha trascorso notti all’addiaccio per portare una tazza di caffè caldo ai senzatetto». Fiorilli, pur senza entrare nel merito della vertenza, sottolinea con una punta di amarezza come dalla Provincia e da Di Marco si sarebbero attesi «un dialogo o una mediazione».
«In tutta questa grottesca vicenda», ammette, «ci sorprende l’imbarazzante silenzio delle altre due istituzioni, il Comune e la Regione, che anziché intervenire e offrire un supporto logistico, se ne stanno in disparte a vedere la mannaia scendere sulla Croce rossa».
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