La Moc? Tra 17 mesi Se paghi, tra 2 giorni

20 Giugno 2016

PESCARA. All'ospedale civile (nella foto) capita che un paziente debba attendere un anno e cinque mesi per eseguire una Moc, la Mineralometria ossea computerizzata, fondamentale per la diagnosi di...

PESCARA. All'ospedale civile (nella foto) capita che un paziente debba attendere un anno e cinque mesi per eseguire una Moc, la Mineralometria ossea computerizzata, fondamentale per la diagnosi di eventuali patologie osseo-scheletriche, salvo accettare di farla a pagamento e allora i tempi di attesa si riducono a due giorni. E capita anche di fare delle analisi del sangue e che una provetta vada smarrita, senza che nessuno se ne accorga in 15 giorni, impedendo il rilascio dell'esame della calcitonina, marker dei tumori alla tiroide. Ma secondo un dirigente medico del reparto Laboratorio l'episodio «può rientrare nella casistica». Sono i due episodi accaduti a una paziente di 69 anni, A.M.C., di Pescara, invalida al cento per cento per gravi problemi di deambulazione.

Il primo risale alla fine di maggio quando la donna, dopo un'ora di fila al Cup presenta la ricetta rossa all'operatrice per prenotare la Moc in regime di assistenza sentendosi rispondere che la prima data utile è il 17 ottobre 2017 perché, a detta dell’operatrice, «sono indisponibili tutte le macchine delle altre strutture pubbliche di Pescara e provincia, dunque tutte le prenotazioni in corso sono state dirottate nel nostro ambulatorio. Non è che non vogliamo accontentare i cittadini, ma non abbiamo la disponibilità della macchina». Ma alla proposta della paziente di fare la Moc a pagamento è arrivata la sorpresa: «Se torna dal suo medico di base e, anziché la ricetta rossa, si fa fare la prescrizione sulla ricetta bianca, e paga 60,33 euro», risponde l’operatrice, «le posso dare l’appuntamento tra massimo due settimane. Se poi decide di fare la Moc in intramoenia, massimo due giorni potrà fare l'esame». Dice A.M.C.: «È vergognoso che i cittadini siano costretti a pagare per esami che avrebbero il diritto di fare gratuitamente. E resta incomprensibile come nella Asl di Pescara una prestazione in regime di assistenza o di esenzione non possa essere eseguita prima di un anno e cinque mesi per il tutto esaurito, mentre la stessa prestazione diventa accessibile se si paga. La macchina usata non è la stessa? O ce ne sono altre riservate alle prestazioni a pagamento?».

Ma le disavventure per la paziente non sono finite visto che qualche giorno fa, andando all’ambulatorio analisi dell'ospedale a ritirare i referti dei prelievi del sangue fatti 20 giorni prima, quando è scesa al primo piano interrato, reparto di Medicina nucleare, per ritirare il referto della calcitonina, esame fondamentale per verificare tumori tiroidei ha scoperto, secondo quanto riferito dall’infermiera, che la sua provetta di sangue non era mai arrivata in reparto. E dopo un rimpallo di responsabilità tra il laboratorio analisi e Medicina nucleare le è stato offerto di ripetere l’esame.

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