La montagna in sicurezza: ecco le norme anti-valanga

Il vicepresidente della Regione, Liris: «L’uso dell’Artva faciliterà i soccorsi» La misura resa necessaria dopo la tragedia del Velino, che ha causato 4 morti
Rendere obbligatorio in Abruzzo l’uso dell'Apparecchio di ricerca dei travolti in valanga (Artva), è la proposta avanzata dall’assessore regionale Guido Quintino Liris, che segue un lavoro di sinergia con le organizzazioni esperte nei soccorsi in montagna, utilissimo in occasione della recente tragedia sul monte Velino che ha visto quattro persone perdere la vita sotto una valanga.
«È mia intenzione costituire un tavolo di lavoro con Soccorso alpino, Club alpino italiano, Guide alpine, Esercito, vigili del fuoco, guardia di finanza, Protezione civile regionale e tutti gli esperti del settore», spiega Liris, «per valutare insieme la possibilità di rendere obbligatorio in Abruzzo, così come in altre regioni italiane di montagna (Valle d’Aosta, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia) l’apparecchio Artva, in grado di emettere e ricevere onde radio, per permettere a chi è rimasto travolto da valanghe di segnalare la propria posizione, e, ai soccorritori, di trovarlo nel minor tempo possibile». La ricetrasmittente a corto raggio funziona sulla frequenza di 457 kHz ed è attivabile sia in modalità trasmissione per l’utilizzatore che in modalità ricezione per i soccorritori. «Il tavolo di lavoro», prosegue l’assessore, «dovrà avere come obbiettivo quello di formulare una legge ad hoc per la sicurezza in montagna che abbia come priorità, senza disincentivare il crescente desiderio dell'alta quota, quella di stimolare la cultura della sicurezza tramite un processo di formazione-informazione, addirittura pensando a corsi all'interno delle scuole. L’Abruzzo è una regione Appenninica con montagne impegnative, quindi è compito dei legislatori insieme agli esperti del settore essere al passo con i tempi per garantire soccorso, formazione e sicurezza. La recente esperienza di Forme di Massa d’Albe deve essere da stimolo di riflessione soprattutto per mantenere unito quel tavolo di lavoro che ha trovato proprio in Abruzzo un unicum nazionale di operatività e sinergia fra i vari corpi di soccorso».
Il riferimento è appunto alla recente tragedia dei quattro escursionisti di Avezzano rimasti vittime di una valanga sul Monte Velino. Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta, Gianmarco Degni e Valeria Mella non indossavano l’Artva e sono rimasti dispersi per ben 28 giorni di lunge e difficili ricerche.
«L’obiettivo è quello di far diventare la regione Abruzzo pioniera nel settore, e formulare una legge all’avanguardia che abbia come fondamenta sicurezza e consapevolezza», aggiunge Liris, «il tavolo tratterà tematiche per vivere la montagna a 360 gradi, 365 giorni l'anno. Negli ultimi tempi nella nostra Regione c’è stata una crescita esponenziale della frequentazione della montagna, con un conseguente inevitabile aumento degli interventi di soccorso. La proposta di obbligatorietà del kit (Artva, pala e sonda), per alcune discipline di alta montagna, deve essere assolutamente accompagnato da un percorso di formazione per le persone che intendono affrontare queste discipline».
«Il tavolo dovrà essere in grado di valutare altre proposte, come la possibilità di istituire un ticket per il pagamento di prestazioni di soccorso, specie se si rilevassero responsabilità oggettive», conclude l’assessore.
Risale a una settimana fa la firma dell’accordo tra il presidente del Corpo nazionale del soccorso alpino, Maurizio Dellantonio, e il generale delle Truppe alpine dell’Esercito, Claudio Berto, per sancire collaborazione operativa e addestrativa nel soccorso in montagna che nella nostra regione vede coinvolto il 9°Reggimento alpini dell’Aquila. L’iniziativa di carattere nazionale fa seguito a due esercitazioni sul campo tenute nei giorni scorsi in Abruzzo: la prima sul Gran Sasso proprio sull’utilizzo dell’Artva in occasione della quale è stato siglato un protocollo tra il comandante provinciale dei carabinieri Nazareno Santantonio e il presidente del Cai L’Aquila Vincenzo Brancadoro con lo scopo di promuovere sinergie interistituzionali; e la seconda sugli impianti da sci a fune di Monte Pratello a Roccaraso sul distacco artificiale delle che visto in campo il Corpo nazionale del soccorso alpino, quello delle guide alpine, il personale del genio civile, nonché gli addetti del Centro servizio Meteomont del gruppo carabinieri forestali dell’Aquila insieme ai militari della stazione di Roccaraso sotto il coordinamento della protezione civile regionale.
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