La morte dal cielo in tre giorni del settembre ’43

7 Settembre 2014

PESCARA. Il 31 agosto e il 14, 17 e 20 settembre del 1943 nel pieno della seconda guerra mondiale, Pescara fu oggetto di pesanti bombardamenti da parte delle forze alleate che hanno causato la morte...

PESCARA. Il 31 agosto e il 14, 17 e 20 settembre del 1943 nel pieno della seconda guerra mondiale, Pescara fu oggetto di pesanti bombardamenti da parte delle forze alleate che hanno causato la morte di almeno 3000 persone e la distruzione di 1.265 edifici, il grave danneggiamento di 1.335 oltre quello lieve di 2150 costruzioni del centro abitato (un totale pari a circa l'80% degli edifici della città) che circondava la stazione e la linea ferroviaria - unici veri obiettivi dei bombardamenti.

Nella sostanza, la parte a nord del fiume, che al tempo circondava la stazione ferroviaria e che fiancheggiava la linea ferroviaria ed il porto, fu rasa al suolo determinando la fuga di massa dei cittadini di Pescara verso i paesi dell’entroterra.

Il 14 settembre ci fu un secondo attacco, stavolta ben circoscritto all’area della stazione ma estremamente pesante poiché i 37 bombardieri del 376º e 98º gruppo della Aif lanciarono 341 bombe ad alto potenziale esplosivo e incendiario, distruggendo completamente magazzini, scali merci e depositi di rifornimenti della stazione. Fu un’autentica carneficina perché le bombe furono sganciate quando la stazione era gremita di persone. Il bilancio di quella strage è a tutt’oggi incerto, ma il numero dei morti oscillerebbe tra i 600 e i 2000. Il bombardamento colpì la stazione, la linea ferroviaria e le aree limitrofe nel lato nord della città in particolare nella zone circostanti le attuali corso Vittorio Emanuele e via Firenze.

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