«La musica non supera i limiti» Assolti i locali del centro storico

30 Marzo 2023

Svelati i risultati dei rilevamenti fonometrici effettuati dai tecnici dell’Arta nelle ultime due settimane Pub e ristoranti rispettano l’ordinanza del Comune, i decibel sforati all’esterno dal vociare della gente

PESCARA. Non è la musica prodotta dai locali la causa dei rumori al centro storico. Chi disturba la quiete e i sonni dei residenti è la gente che si riunisce e transita nelle strade di Pescara vecchia. È questo, in sintesi, il risultato dei controlli effettuati dagli operatori dell’Arta nelle ultime settimane. Risultati che Il Centro è in grado di anticipare e che verranno presentati prossimamente al sindaco Carlo Masci.
Gli esami fonometrici erano stati richiesti dall’amministrazione comunale per verificare gli effetti dell’ordinanza emanata dal primo cittadino il 16 marzo scorso (poi corretta il 17 marzo) per limitare le emissioni sonore prodotte da bar, ristoranti e pub introducendo anche degli orari. Ora il provvedimento scadrà domenica 2 aprile e Masci dovrà decidere se rinnovarlo o meno tenendo conto, appunto, dei risultati dei controlli dell’Arta.
Sembra, dunque, che l’ordinanza abbia funzionato, perché tutti i pubblici esercizi controllati sono risultati in regola. «Non c’è stato sforamento del rumore da parte dei locali», ha rivelato il direttore generale dell’Arta Maurizio Dionisio, «il problema è un altro: il rumore antropico, ovvero la gente che si aggira all’esterno dei locali. Quindi, pub, bar e ristoranti rispettano l’ordinanza restrittiva del sindaco». «Abbiamo posizionato i fonometri all’interno degli immobili», ha detto il direttore generale, «ed è emerso che i locali non sono emissivi. Il problema, dunque, è la gente. Si immaginino gli ubriachi che sostano al di fuori dei locali, i clacson delle auto, i giovani che parlano a voce alta. Il rumore c’è. A questo punto l’ordinanza è stata fruttuosa, permane il rilevamento acustico superiore ai livelli di legge, ossia oltre i 55 decibel, con riferimento non alla musica dei locali, ma all’attività degli esseri umani che si aggirano fuori dai pubblici esercizi. Quindi, il problema inizia ad essere di ordine pubblico». «L’ordinanza funziona», ha concluso Dionisio, «ma non posso dire che non ci sia un rumore molesto per i residenti. Ho già anticipato telefonicamente questi risultati al sindaco».
E pensare che i primi controlli effettuati dall’Arta tra gennaio e febbraio scorsi avevano dato risultati opposti, cioè erano emersi superamenti per la musica prodotta dai locali. Da qui la protesta dei residenti, ricordata ieri dall’assessore al commercio Alfredo Cremonese. «Gli abitanti di Pescara vecchia, circa una quarantina», ha fatto presente l’assessore, «erano venuti in Comune un po’ di tempo fa per rappresentare a me, al sindaco e al capo dei vigili urbani Danilo Palestini il problema della musica troppo alta. A seguito di un esposto dei residenti, l’Arta aveva effettuato dei rilevamenti che avevano confermato il problema lamentato. Anche perché c’erano alcuni locali che facevano spettacoli dal vivo addirittura all’esterno. La cosa migliore, quindi, era circostanziare la musica».
Da qui, la decisione del sindaco di emanare un’apposita ordinanza il 16 marzo. Il provvedimento consente la diffusione sonora a porte e finestre chiuse. Ma per i locali privi di autorizzazione del questore per organizzare spettacoli è previsto un limite di orario, cioè possono suonare musica con porte e finestre chiuse solo dalle 8 di mattina fino a mezzanotte.