La natura cattura i turisti: ecco l’altro volto del Saline

Iniziativa di due associazioni per riscoprire e valorizzare flora e fauna del fiume Escursioni in canoa sul corso d’acqua tra Montesilvano e Città Sant’Angelo
MONTESILVANO. Far scoprire l’altro volto del fiume Saline, quella parte naturalistica ancora incontaminata, quella inaccessibile se non in canoa. Questo lo spirito del progetto turistico proposto dalla Onlus Nuovo Saline e dall’asd Natura Abruzzo a hotel e ad associazioni di Montesilvano.
«Siamo ancora in attesa di una risposta, ma pensiamo possa essere una grande occasione, per cittadini e turisti, di scoprire il Saline in modo del tutto nuovo e inaspettato», spiega Gianluca Milillo dello staff tecnico-ambientale dell’associazione Nuovo Saline. Decidiamo di seguirli, una mattina in canoa, per scoprire l’altra faccia di un fiume che siamo abituati a guardare con tutti altri occhi.
La strada del lungofiume continua a essere una discarica a cielo aperto, in cui sono ammucchiati materiali di diverso tipo, come elettrodomestici, bidoni di olio esausto, pneumatici di automobili, rifiuti industriali.
Dalle analisi e dai monitoraggi effettuati dall’associazione Nuovo Saline, risulta che l’80 per cento dei crimini ambientali avviene nel territorio di Montesilvano, mentre i restanti sei Comuni del bacino Tavo-Fino-Saline contribuiscono tutti insieme solo per il 20 per cento. Non ti aspetti di trovare un piccolo paradiso naturale a pochi chilometri di distanza. Partiamo, con la canoa, dalla sponda di Città Sant’Angelo, a causa delle condizioni climatiche della giornata e del mare agitato, che rendono rischioso partire da Montesilvano.
Da lì, arriviamo e superiamo il ponte della Scafa, per spingerci fino all’inizio della zona industriale di Montesilvano. Con noi c’è Guglielmo Di Camillo, presidente dell’asd Natura Abruzzo. «A breve distanza dall’abitato c’è un fiume sconosciuto, impenetrabile per la gran parte dalla riva, ma percorribile e godibile in canoa», sottolinea Milillo. «L’isolamento di questa area è ciò che l’ha preservata fino a ora. Pur risentendo degli effetti dei crimini ambientali perpetrati a monte sulla sponda di Montesilvano, ancora custodisce fauna di pregio e una naturalizzazione entusiasmante». Tra la fauna presente spiccano l’airone cinerino e un esemplare di cormorano, ma sono presenti anche la spatola, la garzetta e numerose specie di anatridi e trampolieri minori. Incontaminata la flora ripale, la vegetazione arborea intorno al fiume, con una importante presenza di pioppi. «Inizialmente abbiamo iniziato a percorrere questa parte del fiume in canoa per fare prelievi di campioni d’acqua», racconta Milillo, «destinare questo sito a un progetto turistico responsabile avrebbe il duplice scopo di aumentare il livello di protezione dal bracconaggio e dagli altri crimini ambientali e fungere da attrattiva naturalistica per il settore turistico. Non tutto il Saline è una discarica o deturpato dal cemento: ci sono segmenti fluviali che è doveroso proteggere».
Il progetto di esplorazione del Saline in canoa, nello specifico, prevede una divisione in due passaggi.
«La prima parte delle uscite sarà dedicata a una breve descrizione dell’ambiente. Le escursioni hanno una durata di circa un’ora e trenta minuti e si svolgeranno in parte in mare e in parte dentro la foce del fiume. Sono adatte a tutti», precisa Milillo, «valorizzare il nostro territorio ecologico, ponendolo e presentandolo al pubblico per le meraviglie che ancora fortunatamente ospita, riteniamo che sia donare un’immagine più completa del biotipo locale. La necessità di realizzare un progetto che descriva le specie note e meno note, ma presenti nel nostro territorio, nasce per contrastare l’idea diffusa che l’area di Montesilvano sia solo il mix di criticità ambientali che nascono da inquinamento e urbanizzazione selvaggia. Dobbiamo generare positività d’immagine, far innamorare residenti e turisti delle nostre risorse, descrivere l’area di Montesilvano con le sue potenzialità e non solo con le sue sfortune».
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