La Nike non torna indietro Il 17 novembre si chiude

Città Sant’Angelo, ieri i vertici della multinazionale hanno incontrato i lavoratori Proposto un contributo per il trasferimento. I sindacati: licenziamento mascherato
CITTÀ SANT’ANGELO. Nulla da fare. Il negozio Nike all'interno del Città Sant'Angelo Village chiuderà tra poco più di un mese. Il 17 novembre per la precisione. La decisione, comunicata ai 22 lavoratori del punto vendita lo scorso 9 settembre, è stata ribadita dai rappresentanti dell'azienda che ieri mattina hanno fatto visita al negozio. Nessuna proroga, come richiesto nei giorni scorsi. L'unica apertura, ritenuta ampiamente insufficiente da lavoratori e sindacato, è stata quella per il riconoscimento di un contributo iniziale per chi accetta il trasferimento in altra sede e l'impegno ad aiutare gli altri lavoratori a cercare un'altra occupazione attraverso partner e agenzie per il lavoro affiliate. Proposte considerate "un palliativo" da Davide Urbano della Filcams-Cgil, che per oltre un mese ha provato a trattare con l'azienda per trovare una soluzione più morbida.
Durante l'incontro di ieri, dai toni a tratti molto decisi, i rappresentanti Nike hanno voluto incontrare i 22 lavoratori a rischio. A loro hanno spiegato che la decisione è stata presa in quanto in base a valutazioni di mercato, il settore di loro competenza, nonostante in questo momento sia in utile, nei prossimi anni rischia di andare incontro a un declino. Parole che non hanno convinto i dipendenti, alcuni dei quali hanno abbandonato la riunione anzitempo. «Il trasferimento di 15-20 persone noi lo leggiamo come un licenziamento mascherato», incalza Urbano. «C'è giurisprudenza consolidata che ci viene in soccorso. Abbiamo provato a trattare in tutti i modi con l'azienda, offrendo un ventaglio di opzioni che accontentassero la Nike e concedessero ai lavoratori un minimo di tempo per trovare una soluzione e non ritrovarsi senza lavoro. Ci hanno risposto che non sono disposti a fare passi indietro altrimenti si creerebbe un precedente. Allora ne faremo noi uno avanti, con la segreteria nazionale e i nostri legali, affinché ogni lavoratore venga tutelato». Quella di Città Sant'Angelo è la quinta chiusura sul territorio italiano, a cui pochi giorni fa si è aggiunta Casalecchio di Reno a Bologna. Anche se la Nike smentisce, tra i lavoratori cresce il timore che ne seguiranno altre.

