La nonna di Christopher: «Gli hanno tolto il futuro, ora il massimo della pena»

20 Luglio 2024

Olga Cipriano annuncia la nascita di un’associazione per aiutare i giovani E si rivolge alle famiglie: «In casa lasciate i cellulari e parlate con i vostri figli» 

ROSCIANO. «Uccidere un ragazzo con 25 coltellate non è un gesto di impeto, ma è una cosa che è stata deliberatamente scelta e io spero che la giustizia dia la giusta punizione, senza sconti». La nonna di Christopher Thomas Luciani, Olga Cipriano, apre alla stampa il cancello della sua casa a Villa San Giovanni, frazione di Rosciano, a pochi giorni dal primo mese vissuto senza il nipote di 16 anni che lei stessa ha cresciuto. Lo fa con la compostezza che l’ha contraddistinta da subito. Da quando l’Italia intera si è trovata a fare i conti con un gruppo di adolescenti che una domenica pomeriggio, il 23 giugno a Pescara, prima di andare al mare accompagna un amico a recuperare un presunto credito da un coetaneo, vede quello stesso amico sventolare il coltello mentre si apparta con quel sedicenne minuto e poi ancora, dopo che c’è chi va tra le sterpaglie ad aggiungere coltellate alle coltellate e un altro va a vedere quello che succede e corre a riferire agli altri “l’hanno ammazzato”, poi, quello stesso gruppetto di 15-16enni riprende il programma del giorno. E va al mare. È tutta questa crudele follia che rimbomba negli occhi, nella testa e nel cuore della signora Olga mentre parla del nipote.
FUTURO NEGATO «Si è detto che era in comunità, è vero, ma l’avevamo scelta di comune accordo con Christopher, perché quando una persona si trova in difficoltà nella fase adolescenziale e non riesce a risolvere i piccoli problemi degli adolescenti chiede aiuto a persone competenti, agli assistenti sociali. E così abbiamo iniziato questo percorso in modo che il ragazzo potesse essere seguito in una comunità rieducativa dove ci sono delle regole da rispettare. Christopher stava costruendo il suo futuro lì dentro e aveva iniziato bene a fare questo percorso. Si era iscritto anche a un corso di acconciatore, di modo che quando sarebbe uscito dalla comunità avrebbe avuto almeno un lavoro sicuro che potesse renderlo indipendente economicamente. Ma questo non è servito a salvargli la vita». È qui che a nonna Olga trema il foglio che ha tra le mani mentre trattiene le lacrime e dice: «Credetemi, sto facendo uno sforzo grandissimo, la morte di un nipote e un figlio non è una cosa facile da accettare, scusatemi se ogni tanto mi blocco ma è una cosa molto difficile per me».
MASSIMO DELLA PENA E poi tutto d’un fiato: «Perché uccidere un ragazzo in quella maniera così tragica, colpirlo alle spalle e lasciarlo agonizzante, e andarsene a fare un bagno al mare, è inconcepibile e spero che la giustizia, quando ci sarà, dia il massimo della pena. Non devono fare sconti, perché non si possono fare sconti per un gesto così vile, e poi da parte di ragazzi della stessa età».
APPELLO ALLE FAMIGLIE Ed è proprio ai ragazzi che si rivolge nonna Olga, ai ragazzi e ai loro genitori: «I giovani vanno aiutati, hanno bisogno di un punto di riferimento. Mi rivolgo alle famiglie, i ragazzi sono legati troppo allo schermo del cellulare e vivono una vita senza empatia, senza sentimenti, senza emozioni. In famiglia non si parla più, ma i genitori devono parlare di più con i figli, devono instaurare un rapporto di fiducia, perché poi non trovandolo in casa, i figli si rivolgono ai gruppi che stanno fuori, al famoso branco dove c’è un leader a cui si affida chi non ha le spalle coperte. E poi succede quello che è successo». Di qui l’appello: «Quando tornate a casa lasciate da parte i telefoni perché la casa non è un posto dove si mangia si dorme e si beve, ma dove si sta a discutere, a parlare con i figli, a dargli la sicurezza e a far sì che abbiano la personalità per non stare poi fuori in balìa, come dei soldatini». Un impegno che lei ha deciso di assicurare sin da subito: «Ho dato la disponibilità di casa mia agli amici di Christopher più vicini. Se avete bisogno di un consiglio, di un pensiero, se avete un disagio, io sono a disposizione, ho detto, perché quello che ho fatto con Christopher per tutti gli anni che ha vissuto, voglio farlo anche con altri giovani, perché quello che è stato fatto a lui non deve succedere mai più».
GRATA A MIA FIGLIA A proposito del suo legame con Christopher, nonna Olga puntualizza una volta per tutte: «Al contrario di tutte le cose brutte che si sono dette, mia figlia non ha mai abbandonato suo figlio. Aveva 18 anni quando è rimasta incinta di questo bambino, il padre non si è mai preso questa responsabilità e lei come ragazza madre ha avuto la maturità di portare avanti la gravidanza. Nato questo bimbo, vivevano qui, lei, il piccolo e l’altra mia figlia. Dopodiché la mamma di Christopher ha deciso di trasferirsi in Germania per lavoro e non potendosi portare dietro un bambino così piccolo l’ha lasciato in seno alla famiglia. E sono grata a mia figlia per avermi dato la fiducia di lasciarmi crescere questo ragazzino curato con amore e con tutto. E se non è venuta al funerale è perché questa morte così crudele e tragica del figlio è stata devastante per lei».
MARTEDì LA FIACCOLATA Ora, martedì 23 luglio, sarà il primo mese senza Christopher e nella stessa chiesa di Rosciano dove si sono svolti i funerali, ci sarà una messa in sua memoria e poi una fiaccolata. «Sarà solo la prima delle tante manifestazioni che faremo», promette Olga Cipriano che annuncia così la nascita di un’associazione per i giovani in memoria del nipote.
l’associazione «Vorrei che a questa associazione partecipassero tutti, anche le istituzioni. Dobbiamo smuovere le acque, Christopher non deve essere dimenticato, deve rimanere sempre viva la sua figura, anche se non c’è più. Ringrazio la famiglia, gli amici, le istituzioni, i sindaci di Pescara e Rosciano che mi sono stati molto vicini, ma ora spero che il seme che ho buttato possa mettere radici. Perché, ripeto, una morte così brutta non è pensabile e se ci penso divento matta». E poi, il cuore che resta sospeso e lei che riprende il filo: «Viviamo un po’ tropo da spettatori, guardiamo e non parliamo. È giusto dare l’opportunità ai ragazzi di sentirsi sicuri di parlare e di prendere il coraggio di cambiare questo mondo marcio, anche la scuola deve fare la sua parte. Se siamo tutti uniti, genitori, istituzioni, tutti, riusciremo a fare qualcosa, perché il mondo è dei giovani. A Christopher è stata tolta questa possibilità, aveva il mondo davanti e gli è stato negato».