«La nostra lotta agli sprechi attenua i tagli dello Stato»

MONTESILVANO. Le aziende montesilvanesi smetteranno di lavorare per lo Stato e cominceranno a guadagnare per sé solo a partire dal 22 agosto, nove giorni più tardi rispetto al 2011. È il dato che...
MONTESILVANO. Le aziende montesilvanesi smetteranno di lavorare per lo Stato e cominceranno a guadagnare per sé solo a partire dal 22 agosto, nove giorni più tardi rispetto al 2011. È il dato che emerge dallo studio “Comune che vai tassa che trovi”, realizzato dal responsabile nazionale dell'area fiscale della Cna Claudio Carpentieri, secondo il quale la città adriatica conquista la maglia nera in tema di pressione fiscale. A parità di reddito dichiarato, stimato in 50mila euro, una micro impresa a Montesilvano guadagnerà quest’anno meno di 18mila, circa 500 euro in meno rispetto a Pescara. Eppure, a detta del sindaco Francesco Maragno, l'amministrazione è al lavoro per cercare delle soluzioni per contenere la pressione fiscale in un'ottica di spending review.
«La lotta agli sprechi portata avanti dalla nostra amministrazione», commenta il primo cittadino, «ha attenuato gli effetti dei maxi tagli ai trasferimenti dello Stato, che negli ultimi due anni ha raggiunto i 4 milioni di euro, ma a questa consistente riduzione abbiamo dovuto aggiungere eventi imprevedibili come i quasi 3,5 milioni di euro di debiti fuori bilancio, di cui 1milione 700mila euro derivano da sentenze esecutive per espropri non pagati, ossia opere pubbliche realizzate senza copertura finanziaria».
In merito al contenimento della spesa pubblica, il primo cittadino ricorda poi la liquidazione del "carrozzone" Palacongressi spa e l'abolizione dei gettoni di presenza dei componenti del consiglio di amministrazione dell'azienda speciale, oltre al taglio dei costi per lo staff del sindaco o di quelli per la pubblica illuminazione.
«La cosa più importante è che abbiamo finalmente invertito la rotta», prosegue Maragno, «e adesso dobbiamo tenere la barra dritta per uscire dalle secche». Il sindaco sottolinea come «la spalmatura su tutti i cittadini del costo dei servizi usufruiti soltanto da una parte della popolazione non può essere accettata. Abbiamo rimodulato le tariffe, anziché puntare su aumenti indiscriminati e generalizzati come chi ci ha preceduto», evidenzia, «che solo per il 2013 ha messo in bilancio quasi 4 milioni di gettito Imu. Le “cicale” di ieri sono i populisti di oggi che criticano chi ha il coraggio di fare quel che altri non hanno mai pensato di attuare: una riorganizzazione profonda della macrostruttura del Comune di Montesilvano. È troppo facile puntare il dito senza proporre soluzioni», chiosa il primo cittadino, «o dimenticare come scelte sbagliate abbiano pesato sinora sulle tasche dei cittadini». (a.l.)
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