La notte dei fuochi a Case Troiano

29 Gennaio 2016

Spoltore, nel borgo la rievocazione dell’eterna lotta tra sant’Antonio e il diavolo

SPOLTORE. L'eterna lotta di sant'Antonio che, contrastando le tentazioni, vince il diavolo, accompagnato dai canti tradizionali, è andata in scena nei giorni scorsi nello scenario di Borgo Case Troiano, dove si è celebrata la quinta edizione della rappresentazione, tra la tradizionale benedizione del fuoco, dei pani e degli animali, cani, gatti, e maialini portati dai presenti per l'appuntamento annuale.

L'iniziativa, a cura dell'associazione Fontevecchia, si è svolta alla presenza del professor Francesco Stoppa, presidente del consorzio Tradizioni Teatine e dell'associazione Lu' ramajette di Chieti.

«Tanta gente ha partecipato, alcuni per la prima volta, per rivivere una manifestazione che fa sicuramente parte delle nostre radici e della nostra memoria, ma che in molti casi si sta perdendo» racconta il presidente di Fontevecchia Luciano Troiano, «nostro obiettivo è il recupero e la gelosa conservazione di quelle tradizioni e di quelle feste calendariali che nel secolo scorso hanno scandito la vita dei nostri nonni». Ad aprire le celebrazioni, l'esposizione delle tipiche coperte di lana abruzzesi, bianche e marroni o color amaranto, e l'allestimento dell'altare devozionale dedicato a sant'Antonio. È seguita la celebrazione della messa nella chiesetta della Santissima Trinità, che, come tipico per il Borgo Case Troiano, è sempre officiata da un frate della Madonna dei Sette Dolori, in questo caso padre Egidio. Quindi la benedizione dei pani, ciascuno dei quali è poi stato distribuito tra i presenti. Subito dopo, padre Egidio ha benedetto il falò, il primo dei quattro fuochi delle feste calendariali, preparato dai volontari dell'associazione con rami, sterpi, rovi, frasche e canne secche, tutto materiale proveniente dagli orti e dai campi che hanno formato una piramide alta circa 10 metri, rivestita di rami di lauro. «La tradizione vuole che tra le fiamme del fuoco i nostri nonni ritrovavano le immagini che, in qualche modo» riprende il presidente Troiano «davano una previsione di come sarebbero andate le stagioni successive in termini di fortuna o meno nei raccolti».

Benedetti gli animali presenti, è partita la rappresentazione del Sant'Antonio curata dal professor Stoppa, accompagnato dai canti e dal suono de lu' ddu' bbotte del maestro Adorino Graziani.