La nuova città e il nome Pescara Masci: abbiamo salvato la storia

2 Marzo 2023

«Ringrazio la Regione che ha accolto il mio appello, cambiare sarebbe stato un errore per tutti»  Trulli: «Mi sta bene, ma l’importante è salvaguardare i municipi». De Martinis: «Un aspetto futile»

PESCARA. A cento anni dalla nascita di Pescara, nel 2027 prenderà corpo una città con il suo stesso nome, frutto della fusione della Pescara di oggi con Montesilvano e Spoltore. Data e nome di questa nuova realtà da quasi 200mila abitanti sono fissati, dopo il voto di martedì in consiglio regionale. E se per il sindaco di Pescara Carlo Masci non poteva essere scelto un nome diverso, per il primo cittadino di Montesilvano Ottavio De Martinis, le priorità in questo momento sono altre mentre da Spoltore arriva il via libera del sindaco Chiara Trulli perché «Pescara è la città che tutti amiamo», dice.
«Chi chiedeva un altro nome metteva in discussione la storia», dice Masci ricordando che “Pescara” fu scelto nel 1927 per l’unione tra Pescara e Castellammare in virtù «del forte legame con d’Annunzio», che c’è ancora oggi. «Cambiare il nome sarebbe stato un errore, avrebbe indebolito un brand, sarebbe stato fuori luogo e ringrazio la Regione per aver accolto il mio appello. Sono contento di questa scelta e non è certo un modo per affermarsi rispetto agli altri due comuni: non c’è niente da affermare, c’è un territorio che si rielabora e si ricostruisce tenendo conto delle identità, delle particolarità dei tre territori». A cento anni dall’unione del 1927 «c’è il rilancio di una città che guardava avanti allora e lo fa anche adesso», prosegue Masci che parla poi dell’impegno dell’amministrazione a lavorare su questo obiettivo. «Ho sempre ritenuto che la nuova città potesse partire dal 2024, ma lavoreremo convintamente per raggiungere l’obiettivo nel 2027 perché mi rendo conto che la legge regionale è frutto di tante combinazioni e qualche compromesso».
Il tempo passato fino ad oggi è servito anche «per il convincimento di due consigli comunali che erano contrari all’operazione. Ora dico ai miei colleghi di correre per cogliere gli obiettivi fissati dalla legge, già quest’anno: io mi metto a disposizione e lavoro per rispettare la legge, con serenità e lealtà».
«Il nome? È l’ultimo dei problemi», taglia corto De Martinis. «Il percorso è talmente ingarbugliato e difficile che le questioni sono ben altre, rispetto al nome: questo è un aspetto futile, di certo non è il nodo» di fronte alla «complessità» della fusione. «Noi non ci siamo mai fermati e non ci tiriamo indietro, visto che c’è una legge, anche se continuo ad essere titubante», dice sempre De Martinis. Le difficoltà sono legate alla «gestione unificata dei servizi, visto che ci sono delle differenze tra i tre Comuni, e penso al sociale e ai tributi, ad esempio. Allineare tutto non è semplice. E poi c’è un aspetto che non è stato colto, quello dei fondi: noi non abbiamo ricevuto niente, ma speriamo che i 300mila euro annunciati si concretizzino, per consentirci di affidarci a delle figure terze, mentre ora si sta facendo tutto in house. Ma i vari comitati, da fuori, queste cose non le afferrano. Mi auguro che oggi sia il punto zero e che le risorse arrivino».
«Il nome Pescara mi sta bene» commenta Trulli sottolineando che «attraverso i municipi si preservano le identità originarie». Il percorso appare in salita. «Si raddoppia il lavoro perché va portata avanti l’attività dei singoli Comuni e bisogna impegnarsi per la nuova città. Ma è positivo mantenere l’attuale amministrazione, che garantisce un periodo cuscinetto e la tutela degli interessi di Spoltore. Ho degli obiettivi molto ambiziosi, per evidenziare la valenza strategica di questo centro dal punto di vista culturale e vogliamo lavorare sulla mobilità sostenibile, per mettere in rete dal punto di vista infrastrutturale le nostre città, e sulle piste ciclabili, oltre che sulle strutture sportive». Superati i timori, e i freni, dei mesi scorsi ora si mira a «una fusione di transizione indolore».