La Nuova Pescara verso il rinvio «La fusione avverrà nel 2027»

1 Maggio 2022

Allo studio della Regione la modifica alla legge per rimandare l’operazione del primo gennaio 2023 Il consigliere della Lega D’Incecco: «Si tratta di un processo complesso che necessita di altro tempo»

PESCARA. Sembra sempre più certo lo slittamento dell'istituzione della Nuova Pescara al 2027. A quanto si apprende, le forze di maggioranza in consiglio regionale starebbero lavorando a una modifica della legge che istituisce il nuovo Comune attraverso la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Nel corso di questo mese, l'emiciclo potrebbe discutere e approvare lo slittamento. Per molto tempo il processo di unificazione è stato bloccato da resistenze, assemblee costitutive convocate e disertate e commissioni frequentemente saltate.
La gestione dell'emergenza Covid, che ha travolto le strutture comunali, ha ulteriormente rallentato la macchina. Solo da qualche mese, sembra che un po’ tutti gli animi, anche quelli più restìi, si siano in qualche modo adattati, di fronte a una legge che è ormai in vigore e da cui non si può tornare indietro, e la marcia per trasportare le tre città a diventare una sola entità sembra essere ingranata. Ciononostante i tempi per molti sembrano essere eccessivamente stretti e sta così prendendo corpo giorno dopo giorno l'idea di procedere verso lo slittamento. La legge del 2018 fissa come termine per l'istituzione il primo gennaio 2023, con possibile slittamento al 2024. A detta di tanti un anno e mezzo non sarebbe sufficiente per mettere in piedi un assetto organizzativo completamente nuovo. «In questi due anni, le priorità sono state altre», commenta il capogruppo della Lega in consiglio regionale Vincenzo D'Incecco. «La fusione è un processo complesso che necessita di tempo. In questa fase bisogna lavorare più che altro sull'unire i servizi e infatti la giunta di Pescara ha già approvato una delibera in cui si impegna a fare una serie di attività insieme agli altri due Comuni. Senza azioni prodromiche la fusione a freddo è impossibile da realizzare. Tutti questi ragionamenti ci fanno pensare che il 2027 possa essere una data accettabile. Ma deve essere un termine del processo, non di inizio ed ecco perché è importante la condivisione con i tre consigli comunali di un percorso amministrativo».
Secondo questa impostazione, i tre Comuni dovrebbero intanto cominciare a unificare dei servizi e solo di conseguenza in consiglio regionale andrebbe disposto il termine del processo al 2027. Ad avvalorare la tesi dello slittamento c'è anche il tema delle elezioni a Spoltore. Nella cittadina si voterà a giugno prossimo per il rinnovo del consiglio comunale. Se le cose restassero così come dice la legge, alla data di oggi, i cittadini di Spoltore si troverebbero ad andare alle urne per scegliere il nuovo sindaco e i consiglieri per appena sei mesi. E infatti in più occasioni, il presidente del consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani, aveva sollecitato lo slittamento al 2027, dando la possibilità di concludere i 5 anni. E ancora, l'anno 2027 piace anche perché l'istituzione della Nuova Pescara andrebbe a coincidere con il centenario di Pescara, nata a sua volta per fusione con Castellamare Adriatico, nel 1927.
Nel frattempo si attendono anche le risposte dal governo su alcune questioni necessarie affinché l'iter vada avanti. In primis i fondi. È stato richiesto l'innalzamento a 10 milioni di euro all'anno, per 10 anni, del trasferimento delle risorse necessarie alla fusione, già da quest'anno proprio per aiutare il processo e non da quando l'iter verrà completato. Inoltre entro la fine di maggio dovrebbe passare l'emendamento che consentirà ai consiglieri comunali di ottenere gettoni e permessi per la partecipazione a commissioni e assemblea dei tre Comuni, come accade per i singoli enti.
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