La nuova rete ospedaliera approvata entro un mese

Tra sette giorni il via libera della giunta di centrodestra, poi il voto in Consiglio Per il governatore è l’atto al primo posto nel suo programma di fine mandato
L’AQUILA. La nuova rete ospedaliera occupa il primo posto nel programma di fine mandato dell’esecutivo di centrodestra e finisce al centro dello scontro elettorale con il centrosinistra. Il governatore uscente e ricandidato, Marco Marsilio, approverà la delibera nella giunta di lunedì 16 ottobre. L’avrebbe fatto prima, il presidente della Regione, se non avesse avuto un impegno di tre giorni a Bruxelles che comincia oggi e gli impedirà anche di accogliere domani all’Aquila il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ma tra sette giorni, dopo il via libera da parte della giunta, il piano che riordina la rete degli ospedali abruzzesi imboccherà una corsia preferenziale, con audizioni e voto in nelle commissioni, per essere approvato entro novembre.
COSA CAMBIA.
I punti chiave del Piano sono i seguenti: riclassificazioni del presidio di Sulmona quale Dea di primo livello con il mantenimento del punto nascita; di Ortona, Penne e Popoli in ospedali di base sede di pronto soccorso; dei Presidi medici h24 di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele in stabilimenti ospedalieri rispettivamente degli ospedali di Avezzano, L’Aquila e Chieti, in cui ubicare specifici reparti specialistici e infine il riconoscimento al presidio di Atessa della funzione di ospedale di area disagiata.
IL LIVELLAMENTO.
La struttura sostanziale per il riordino dei 16 ospedali pubblici: nessun Dea di secondo livello ma quattro ospedali (L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo) con stesse funzioni hub per le reti tempo dipendenti (rete stroke, cioè ictus, politrauma/trauma maggiore, rete emergenze cardiologiche estese); quattro ospedali di primo livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto); sei ospedali di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero); e infine due presidi di area disagiata, sedi di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa).
LA DEROGA.
Il Tavolo DM 70 (decreto Lorenzin) ha inoltre accolto la proposta della Regione per provvedere, entro 36 mesi, all’individuazione dei due Dea di secondo livello. (Sulla carta sono Pescara e L'Aquila, a discapito di Chieti e Teramo).
In sintesi, il Piano di riordino, afferma l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì: «È il primo approvato per la nostra regione che ha ottenuto anche la deroga alle regole imposte dal decreto Lorenzin». Ma per l’opposizione è anche il meno completo perché fa slittare di tre anni il punto principale rappresentato dall’individuazione dei Dea di II livello.
L’ATTACCO DEL PD.
«È solo una rete elettorale», afferma Silvio Paolucci, capogruppo del Pd ed ex assessore regionale alla Sanità, «in giunta e in Consiglio dovranno solo recepire il cronoprogramma che rinvia di 36 mesi la decisione più importante e impopolare per sgravarsi dell’onere di farlo prima del voto. Sì», ribadisce l’esponente dell’opposizione di centrosinistra, «è uno spot elettorale di una maggioranza che dovrebbe invece spiegare agli abruzzesi i dati reali sulla sanità come l’aumento della mobilità passiva per Drg non solo di situazioni cliniche complesse ma, addirittura, di prestazioni specialistiche ambulatoriali». (l.c.)
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