La Pescara un fantasma per la città
di Giuliano Di Tanna Il fiume è un fantasma a Pescara. Se ne parla solo se è inquinato o se tracima. Ed è strana questa indifferenza della città, dei pescaresi, verso un fiume che gli anziani...
di Giuliano Di Tanna
Il fiume è un fantasma a Pescara. Se ne parla solo se è inquinato o se tracima. Ed è strana questa indifferenza della città, dei pescaresi, verso un fiume che gli anziani chiamano ancora la Pescara, quasi fosse una madre, una sposa, una sorella della quale prendersi cura e dalla quale riceverne. Le grandi città sono quasi sempre città fluviali che vivono anche del corso d’acqua che le attraversa. A Pescara, invece, il fiume è soprattutto quella cosa che si attraversa. C’è quasi un’inconscia voglia di mettere fra parentesi il fiume e di scavalcarlo dietro l’ossessione per i ponti di cui, da qualche tempo in qua, sono preda le amministrazioni che ambiscono a governare la città. In passato, c’è stato, sì, qualche tentativo di tenere conto di questa presenza muta: un festival teatrale chiamato il Fiume e la Memoria che si svolgeva lungo le sue sponde; e un battello che collegava le due sponde, in ore serali. Poi più niente, solo indifferenza e incuria.
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