La pista ciclabile va avanti Lavori finiti tra due mesi

Aprono altri due cantieri della Provincia vicino al fiume Saline e in via Arno Cancellati 80 parcheggi e l’area di sosta in via Crati non sarà pronta per l’estate
MONTESILVANO. Finiranno (quasi) entro la fine di giugno i lavori della pista ciclabile, dalla zona del Palacongressi, centro d’intrattenimento Porto Allegro e Grandi alberghi fino al confine con Pescara. A prometterlo è il presidente Pd della Provincia di Pescara Antonio Di Marco: dopo il cantiere tra via Marinelli e via Isonzo, curato dal Comune, sono partiti gli altri lavori, vicino alla foce del fiume Saline e in via Arno. Secondo la Provincia, i lavori da 671 mila euro saranno completati al massimo entro poco più di due mesi, ma alla fine di giugno la pista ciclabile non sarà completata: «Il percorso sarà allargato fino a due metri e mezzo, ma non ci sarà il tempo di fare il tappetino d’asfalto che sarà realizzato dopo l’estate», dice Mario Lattanzio, responsabile del procedimento, «comunque, la sicurezza sarà garantita».
Sarà un’estate con la pista ciclabile continua tra Montesilvano e Francavilla – a breve partiranno i lavori sulla riviera sud di Pescara tra piazza Le Laudi e via Celommi – ma con meno parcheggi: tra via Marinelli e via Isonzo, la pista ciclabile ha già cancellato almeno 60 parcheggi e l’obiettivo del Comune è recuperarne 30, al massimo 35, dall’altra parte della strada con anse di due metri nel marciapiedi. Secondo l’assessore Fabio Vaccaro, i lavori, che non sono ancora cominciati, saranno pronti entro l’estate. Anche tra via Arno e via Livenza spariranno più di 20 parcheggi: anche in questo caso, il progetto prevede di ricavarne una decina dall’altra parte del lungomare con lo stesso metodo delle anse di due metri. Ma, entro l’estate, quasi sicuramente non sarà pronta la viabilità per raggiungere il parcheggio di via Crati che avrebbe dovuto ospitare altre 30 macchine: il Comune non sa ancora se puntare sugli espropri o usare un’altra procedura. Ma anche quest’anno a mettere una pezza alla mancanza di parcheggi sarà la Stella Maris: l’ex colonia, in attesa di una riqualificazione promessa e mai avviata e di una destinazione d’uso, resterà un parcheggio. «Sicuramente, il parcheggio sarà attrezzato meglio che nel passato», promette Vaccaro.
Tornando alla pista ciclabile, a fine lavori, il percorso ciclistico resterà più in basso del marciapiedi come accade già adesso: il Comune e i progettisti, l’ingegnere Emanuele Ucci e l’architetto Floriana Cesarone, l’hanno deciso per garantire la sicurezza dei pedoni ed evitare che i ciclisti circolino anche sul marciapiedi. «Il confinamento della pista ciclabile nello spazio esistente a una quota di meno 15-18 centimetri rispetto ai quello dei pedoni, è parso più sicuro e meno sconvolgente anche dal punto di vista urbanistico», dice una relazione dei progettisti. Una scelta «compatibile con le risorse disponibili»: riempire i 5 chilometri del percorso fino al marciapiedi avrebbe richiesto troppi soldi.
Dopo le critiche dell’architetto Giuseppe Di Giampietro, i progettisti sottolineano che i lavori comprendono anche l’abbattimento delle barriere architettoniche; che in corrispondenza degli attraversamenti pedonali ci sarà un dosso per rallentare la velocità dei ciclisti; che il marciapiedi misurerà un metro e mezzo solo a ridosso del Tortuga mentre in tutto il resto dell’opera sarà ridimensionato di 30 centimetri e resterà di 3,30-3,40 metri.
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