«La politica non può interferire sui dirigenti»

16 Giugno 2023

Il presidente della Regione Marsilio sul caso Pescara: con le leggi Bassanini c’è una separazione rigida

PESCARA. La netta separazione tra politici e dirigenti, stabilita dalla legge. La mancanza di colpe del sindaco Carlo Masci per le vicende che riguardano il dirigente del settore Lavori pubblici finito in carcere, Fabrizio Trisi, e la solidarietà al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, coinvolto nell’inchiesta. E poi l’auspicio che la magistratura faccia presto. Sono i concetti espressi dal presidente della giunta regionale Marco Marsilio nel corso della trasmissione di Rete 8 “I fatti e le opinioni”, in onda ieri sera. Interpellato su quanto i politici potessero o dovessero sapere riguardo a ciò che accadeva negli uffici comunali, Marsilio ha parlato della convinzione diffusa che «i politici siano i potenti, che fanno, disfano, decidono, amministrano, magheggiano».
«Ma ci sono delle leggi, che portano il nome di Bassanini» datate anni 90, «quando la necessità di tagliare le unghie alla politica ha creato una separazione molto rigida. Tutta la parte della gestione appartiene ai dirigenti e se un politico si impiccia e chiama il dirigente per sapere di una gara corre il rischio di essere denunciato per aver invaso la sfera di competenza e per aver fatto indebite interferenze» e sempre per «tagliare le unghie alla politica», va avanti Marsilio, «sono state inventate delle fattispecie di reato». Quindi «la politica non dovrebbe neanche sapere come, perché e quando si affida e si svolge una gara».
L’inchiesta di questi giorni fa emergere, «stando alle indiscrezioni, che stiamo parlando di una persona con il vizio di sniffare e, avendo la necessità sempre più impellente di trovare soldi contanti, utilizzava il suo potere discrezionale per alimentare il suo vizio, a volte probabilmente anche forzando le procedure da cui poi nascono opportunamente le inchieste». Ma, aggiunge il presidente della Regione, «è corrotto il dirigente, non il politico». In questa vicenda, sottolinea, «credo che la politica sia totalmente incolpevole e sia forse parte lesa: la colpa di Masci è di aver dato fiducia a una persona competente e brava nella sua attività professionale di cui evidentemente disconosceva il vizio e la necessità che lo ha portato a tradire la fiducia». Quanto a Sospiri, Marsilio dice: «C’è qualche sciacallo di troppo che associa a lui cocaina e tangenti: al presidente del Consiglio va tutta la mia solidarietà. Sta già dando spiegazioni pubbliche e spiegherà i fatti che lo riguardano. E cioè di aver accolto l’invito di un amico al bar con amici, che poi hanno mangiato pizza e arrosticini pagati da qualcuno, quando i politici erano andati via. Se è reato, lo stabilirà la magistratura». Da Marsilio il ringraziamento alla «magistratura per aver trovato un dirigente infedele che stava malversando i soldi pubblici utilizzando i lavori pubblici per alimentare un proprio vizio privato. Mi auguro che faccia presto perché quando si toccano personalità va definita la posizione, sia per il ruolo istituzionale, per la trasparenza dovuta ai cittadini e per restituire serenità a tutte le parti in causa».(f.bu.)