«La politica sia sana, senza corruzione»

Nella messa crismale Valentinetti si scaglia contro i «potenti del mondo» ed esorta i giovani a creare una società più giusta
PESCARA. «La spada va messa nel fodero». No, dunque, all’odio e alle guerre che insanguinano il mondo. Ben venga, invece, «una società più giusta, più vera, modellata sul Vangelo», improntata sulla «capacità di servizio». Non siano un modello quei politici che si fanno vincere da «compromessi e corruzioni». L’arcivescovo di Pescara-Penne,monsignor Tommaso Valentinetti rivolge il suo messaggio pasquale a un palazzetto dello sport pieno, con oltre 2000 persone, durante la messa crismale. E parla in particolare ai giovani che, con la celebrazione di ieri, hanno cominciato il cammino di avvicinamento al Sinodo del 2018.
Valentinetti chiede di «raccogliere il mandato di Gesù» e non si rivolge solo ai sacerdoti presenti (tutti quelli dell’arcidiocesi, che ieri hanno rinnovato le promesse sacerdotali) ma anche alla platea di fedeli che assiste alla benedizione degli oli santi e alla consacrazione del crisma. C’è un «lieto annuncio da portare ai miseri», che sono sì «i poveri dal punto di vista economico ma anche coloro che sono lontani dalla fede e dalla speranza, i peccatori, gli emarginati, gli esclusi, coloro che sono disprezzati o che si sentono scartati, come ama dire Papa Francesco». La «libertà» va proclamata a chi è «schiavo della corruzione, della libidine, del potere del denaro» e va «scarcerato chi è prigioniero di se stesso, incapace di aprire il cuore e la mente perché è riversato solo su stesso, in un egocentrismo senza fine che poi è l’inizio di tutti i peccati».
Non bisogna andare lontano per attuare un progetto del genere: anzi, si deve agire nel presente, nella «storia di ciascuno di noi, in questa storia dell’umanità inquieta in cui si tira fuori la spada». È questo il passaggio in cui l’arcivescovo parla dei «potenti del mondo» le cui spade, sfoderate ormai ad ogni latitudine, portano il nome di «missili, portaerei, gas letale, distruzione, morte, terrorismo». E invece la spada va «rimessa nel fodero», dice Valentinetti esortando tutti. «E noi vogliamo testimoniare che ciò avvenga».
La speranza dell’arcivescovo è riposta nei giovani, che ieri ha voluto incontrare uno ad uno (ce n’erano 450) per consegnare un ricordino, e cioè il «Segnapasso», il messaggio del Pontefice ai ragazzi. «Siete la speranza di questa Chiesa, il mondo di domani è vostro», prosegue disegnandoli come gli artefici di una società migliore, in cui si lavora a servizio degli altri e in cui la politica è «sana». «Dateci famiglie sante, uomini e donne che sappiano amarsi, coppie che preghino, che sappiano superare le difficoltà». Dal palazzetto Papa Giovanni Paolo II parte anche un appello alla conservazione dell’ambiente. «Abbiate la capacità di custodire il creato, che è devastato. Siate ecologisti, non per moda o per apparenza» ma perché «sarà dei vostri figli, che dovranno viverci bene». E, la Chiesa, che si ciba anche di vocazioni, spera che tra i giovani di oggi ci sia chi sceglierà «la vita sacerdotale e religiosa».
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