La polizia cerca testimoni, nessun indizio dalle telecamere

7 Dicembre 2018

PESCARA. Si cerca ovunque, anche nelle immagini delle telecamere. Non solo quelle pubbliche funzionanti ma anche quelle private posizionate dentro e fuori il palazzo di piazza Primo Maggio dove...

PESCARA. Si cerca ovunque, anche nelle immagini delle telecamere. Non solo quelle pubbliche funzionanti ma anche quelle private posizionate dentro e fuori il palazzo di piazza Primo Maggio dove lunedì pomeriggio è stato rapinato Ye Liang Shi, detto Enzo, 74 anni, titolare dello stabilimento Hai - Bin. Ma nei filmati non ci sarebbero tracce utili alle indagini sulla brutale aggressione dei giorni scorsi, fruttata ai banditi 12 mila euro, un Rolex da settemila euro e delle buste con indumenti, scarpe e borse. Il 74enne è stato aggredito in casa in tre, che si sono fatti trovare nell’alloggio a volto scoperto e con i guanti alle mani per non lasciare impronte. Lo hanno colpito in testa ripetutamente con un cacciavite che gli hanno puntato alla gola prima di arraffare i soldi e gli oggetti preziosi che custodiva in casa. I tre, di età compresa tra 30 e 35 anni, con la pelle olivastra e di altezza media, parlavano in italiano ma avevano un accento dell’Est ed erano collegati telefonicamente con una donna che avrebbe seguito il 74enne fino a casa, facendo da palo. Per accedere all’appartamento si sarebbero calati dall’alto, con delle funi, scendendo dal sottotetto fino al quinto piano per poi sfondare la finestra del bagno. Nell’edificio hanno scardinato una porta a vetri, nel sottotetto, e lì la Scientifica ha rilevato un’impronta che potrebbe essere utile in caso di individuazione dei responsabili, per una comparazione.
Intanto la squadra mobile sta continuando ad ascoltare possibili testimoni e persone in grado di dare un contributo alle indagini.