La possibilità di dover rinunciare a un pezzo della propria privacy

Dopo averla difesa per anni a denti stretti contro un’infinità di attacchi provenienti, dagli hacker, dal mondo virtuale e non, saremo costretti a cedere sul piano della difesa della nostra privacy....
Dopo averla difesa per anni a denti stretti contro un’infinità di attacchi provenienti, dagli hacker, dal mondo virtuale e non, saremo costretti a cedere sul piano della difesa della nostra privacy.
Il tracciamento da parte di app specializzate nell’individuare assembramenti o nel mappare e immagazzinare i contatti con le persone infette sarebbe cosa di giorni, così come l’utilizzo dei droni per controllare il comportamento virtuoso durante l’isolamento forzato da coronavirus.
Ma la tecnologia del futuro, come sappiamo, non ha limiti. Determinate applicazioni installate sul cellulare potrebbero spingersi a individuare eventuali comportamenti a rischio, oppure a segnalare tempi di attesa per i mezzi pubblici e le code per l'ingresso nei supermercati e nei centri commerciali. In base ai dati virtuosi, alle app potrebbe essere affidata l'ultima parola per l'ingresso in luoghi di aggregazione.
E si potrebbe finire addirittura come in Cina, con schiere di sorveglianti che controllano ad ognuno la temperatura all’uscita delle abitazioni e dei posti di lavoro. Oppure, peggio ancora, con le app che controllano e mappano le condizioni di salute, assegnando una valutazione a tutti.

