La preside del Misticoni «Il nostro istituto è sicuro»

13 Settembre 2017

Raffaella Cocco rassicura le famiglie dei 1009 studenti e i 186 docenti «Sono stati revisionati i pilastri portanti e rinnovati gli impianti antincendio»

PESCARA . Il liceo artistico, musicale e coreutico Mibe Misticoni- Bellisario è una «scuola sicura». Carte alla mano, la preside Raffaella Cocco rasserena le famiglie dei 1009 studenti e 186 docenti che gravitano intorno ai tre istituti di viale Kennedy, via Einaudi e via Passo Lanciano, nei giorni in cui tiene banco la polemica sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici regionali su cui il Centro sta conducendo l’inchiesta “Scuole sicure”, che sta scatenando polemiche e muovendo coscienze .
Dai cassetti della scrivania, il dirigente scolastico in carica dal settembre 2016, proveniente dalla Silone di Montesilvano, che ha raccolto il testimone da Gabriella Consolazio, tira fuori i referti dei sopralluoghi effettuati a gennaio dai tecnici del settore edilizia scolastica e patrimonio della Provincia. Nella documentazione, che porta la firma del dirigente del settore Paolo D’Incecco e dell’architetto Alessandra Berardi, si legge che sull’emergenza terremoto, nei tre edifici «non si sono avuti danneggiamenti strutturali». Il maltempo, invece, ha creato infiltrazioni in alcune aule, laboratori, muri e corridoi che in parte sono state sanate.
Altre ragioni rendono il plesso sicuro. Quali, preside?
«Anni fa sono stati revisionati i pilastri portanti e fatte le prove di carico quando c’erano molti più studenti di oggi; sono stati rinnovati gli impianti antincendio e ristrutturati i muri dove c’erano le crepe di superficie post terremoto. Inoltre, abbiamo anche il vantaggio di avere un istituto, il Misticoni, dotato anche di pannelli solari per il risparmio energetico, che poggia su una base di sabbia perché vicino al mare. Al Bellisario è stato fatto un adeguamento generale dei soffitti sui quali sono state applicate placche d’acciaio per dare sicurezza all’edificio. Rimessi a posto anche l’aula magna e i 15 laboratori di grafica e multimediale al pianterreno con tamponature ai muri, e rinnovati i due lucernai che si aprono in caso di incendio; sistemati i terrazzini, interdetti agli studenti, che collegano le varie aree dell’edificio. E le prove di evacuazione ed esercitazioni antisismiche avvengono periodicamente. Abbiamo ancora qualche problema con le infiltrazioni d’acqua e alla Provincia abbiamo chiesto una pensilina d’ingresso per evitare danni peggiori ai muri durante la pioggia battente. Il presidente Antonio Di Marco ha sempre accolto le nostre sollecitazioni, comprendiamo l’esiguità dei fondi istituzionali, ma speriamo che i lavori restanti possano concludersi al più presto.
Qual è la situazione al coreutico, situato nei palazzi della Provincia di via Passolanciano?
«È una sede adeguata, ci sono 160 studenti e 7 classi, ma manca l’insonorizzazione delle aule per valorizzare ulteriormente le attività musicali e artistiche».
La presidente del collegio dei dirigenti Ada Grillantini ha sollevato la polemica sulla mancanza di certificazioni previste dalla normativa vigente, che andrebbero affisse al pubblico. Il suo commento?
«Mancanza di certificazioni che denunciamo da sempre, anche in tempi non sospetti, ma che non ci vengono consegnate. Noi siamo responsabili della sicurezza delle scuole, siamo tenuti alle segnalazioni e alla messa in atto delle misure precauzionali (come il transennamento delle aree interdette) in caso di pericolo. Ma non abbiamo alcun potere economico e giuridico per intervenire direttamente».
Un appello alla Provincia? «La pianificazione periodica degli interventi strutturali e del monitoraggio».
E al Miur, attraverso l’Ufficio scolastico regionale?
«Trattenete i docenti in Abruzzo, perché ne abbiamo bisogno».
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