La preside Pizzi: studenti in fuga da Penne
È allarme per la chiusura dell’istituto Marconi dopo il crollo del tetto e i ritardi del governo sui Musp
PENNE. L'istituto Guglielmo Marconi di Penne non ha ancora una sede che possa ospitare tutti i propri studenti. Dopo il crollo parziale del tetto dell’istituto centrale, in via Martiri Pennesi, avvenuto lo scorso 18 gennaio, gli allievi della scuola sono costretti a complicate turnazioni doppie per poter continuare l'anno scolastico e non perdere troppe lezioni rispetto al ruolino di marcia del programma didattico.
A Penne, non vi sono locali idonei per ospitare tutti i 403 studenti del prestigioso e storico istituto pennese, quindi l'unica alternativa valida resta quella di attendere lo sblocco dell'iter autorizzativo per far arrivare nel capoluogo vestino i moduli scolastici provvisori necessari per poter procedere a una sistemazione provvisoria degli alunni in attesa dei lavori di riqualificazione.
La pratica è stata inoltrata dalla amministrazione provincia di Pescara al ministero competente, ma i tempi non si presentanoo rapidissimi a giudicare dalle previsioni. «Viviamo un momento molto particolare» commenta la preside dell'istituto, Angela Pizzi, che lunedì scorso è intervenuta a Penne nel corso di una conferenza su turismo e problemi derivanti dalla doppia emergenza maltempo e terremoto. «Ci sono cittadini che stanno andando fuori città a chiedere servizi fondamentali come l'istruzione. Dal 18 gennaio, la nostra sede principale è stata completamente interdetta e 219 allievi non sanno dove andare a lezione. Al momento, sono accolti nella succursale di San Giovanni, che non può ospitarli tutti, e dunque sono costretti a doppi turni al pomeriggio», spiega la preside del Marconi. Anche la viabilità disastrata non aiuta a organizzare i trasporti e per gli studenti costretti ai rientri la situazione è davvero difficile. «Lunedì 150 studenti non sono andati a scuola perché non è stato assicurato il trasporto. Sottoporre i ragazzi a turni pomeridiani è poi un disservizio, perché significa privarli della loro vita sociale e a me questo dispiace molto. Ringrazio l'amministrazione comunale che ha messo a disposizione quanto più poteva per sostenerci. Attendiamo che il governo sblocchi l’arrivo dei Musp. Ho avuto notizia che una ventina di studenti che si sarebbero iscritti all’istituto Marconi per il prossimo anno hanno invece scelto di scegliere le scuole di Pescara. Questo non possiamo permetterlo e dobbiamo fare qualcosa per tornare alla normalità».
Francesco Bellante
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