la procura apre un’inchiesta dopo l’esposto degli ambientalisti

22 Marzo 2017

Un dirigente e un funzionario del Comune risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta, avviata dalla magistratura, a seguito di un esposto presentato dagli ambientalisti nel settembre dello scorso...

Un dirigente e un funzionario del Comune risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta, avviata dalla magistratura, a seguito di un esposto presentato dagli ambientalisti nel settembre dello scorso anno. Si tratta del dirigente Giuliano Rossi e del funzionario responsabile del settore Verde pubblico Mario Caudullo. Per entrambi, il reato ipotizzato sarebbe abuso d’ufficio. La magistratura starebbe indagando sui lavori avviati dall’amministrazione comunale per tagliare 12 1 alberi indicati come pericolosi nella relazione stilata da un agronomo incaricato dall’ente, Carlo Massimo Rabottini. Una ditta aveva cominciato ad abbattere alcuni alberi in viale Regina Margherita (nella foto). Poi, però, era stata costretta a fermarsi per un provvedimento emanato dalla Soprintendenza alle belle arti e paesaggio d’Abruzzo. Contro quel provvedimento l’amministrazione aveva fatto ricorso e aveva vinto. I lavori, quindi, sono poi ripresi e sono andati avanti in altre zona della città. Ma il 6 settembre dell’anno scorso, tredici associazioni ambientaliste hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica, segnalando alcune presunte carenze e illegittimità nelle procedure in aree vincolate e negli affidamenti dei lavori senza gara d’appalto in quanto considerati urgenti. «In primo luogo», hanno fatto presente gli ambientalisti allora, «si contesta la relazione con cui il Comune sostiene il taglio di piante addirittura monumentali, come quelle in via Scarfoglio. Una procedura che non risponde al protocollo seguito dagli altri enti pubblici essendo basata esclusivamente su un’analisi visiva priva addirittura del riconoscimento delle specie di appartenenza degli alberi esaminati e non sull’analisi strumentale». «Manca quindi», hanno detto ancora le associazioni, «un’intera parte della procedura, ma anche quella visiva preliminare che è stata fatta in forma speditiva ha gravi limiti».