La proposta di Di Virgilio: inseriamo una moneta locale

22 Maggio 2020

POPOLI. Non ha presentato alcun emendamento alla proposta dello schema di bilancio preventivo 2020/22, elaborato dalla maggioranza nell'ultimo consiglio comunale, nei giorni scorsi, per lanciare, al...

POPOLI. Non ha presentato alcun emendamento alla proposta dello schema di bilancio preventivo 2020/22, elaborato dalla maggioranza nell'ultimo consiglio comunale, nei giorni scorsi, per lanciare, al contrario la discussione sull'ipotesi di introduzione nel circuito economico cittadino, di una Moneta locale complementare (Mlc) all’euro. Il progetto è del rappresentante della lista di minoranza “Popoli ai Cittadini” Guerino Di Virgilio «nell’ottica di risollevare», spiega, «l’economia cittadina, dopo i tempi di magra imposti dalla pandemia da Covid-19, favorendo lo scambio di beni e servizi tra partite Iva locali, e dare possibilità alle famiglie di aumentare il proprio potere di acquisto». Di Virgilio prende le mosse da altre realtà italiane dove la moneta locale circola da tempo con una validità a tutti gli effetti parallela all'Euro, a cui quella popolese si affiancherebbe per rimanere in circolazione solo nel territorio cittadino.
«Non possiamo più solo aspettare aiuti dall’alto», va avanti il consigliere, «le condizioni economiche del Paese Italia le conosciamo tutti, e tutti sappiamo che le politiche economiche dall’alto pochi effetti risolutivi (se non nessuno) hanno sui cittadini. È tempo di soluzioni interne, anche se potrebbero sembrare audaci, ma semplici nella loro formulazione e realizzazione, basta avere volontà politico-amministrativa».
Di Virgilio prende le mosse da esperienze di circolazione di moneta complementare che si sono sviluppate in varie parti d'Italia, ad esempio con il Sardex, lo Scec, il Piemex «i cui benefici sono tutti per l'economia locale, perché permette risparmio di costi e liquidità, un potere d’acquisto maggiore (non è infatti legata alle oscillazioni della borsa e alla tassazione bancaria e governativa) e una facilità negli scambi locali e nella conseguente crescita di beni e servizi. Permette anche di agire su un piano più etico», evidenzia il consigliere, «perché il baricentro della moneta torna a essere il bene che si vende e si acquista, non la moneta stessa in quanto oggetto della finanza speculativa».
In Abruzzo non sarebbe una novità dopo l'esperienza di qualche decennio fa con il Simec lanciato dal giurista Giacinto Auriti di Guardiagrele, con la quale gli utilizzatori acquisirono presto familiarità e vantaggi che Di Virgilio indica «con la salvaguardia delle piccole e medie aziende produttive che farebbero ricadere sul territorio i loro investimenti, dando slancio all'occupazione e alle transazioni a km zero».
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