La protesta degli agricoltori: il ministro accolto dai trattori

Lollobrigida ospite della Coldiretti annuncia l’arrivo della premier Meloni il 7 febbraio
AVEZZANO. Il ministro Francesco Lollobrigida annuncia di voler andare incontro agli imprenditori agricoli abruzzesi per i danni subiti dalle calamità e intanto i trattori sfilano per le strade di Avezzano. Un castello Orsini blindato ha accolto ieri l’evento “Continuiamo a seminare per il futuro” promosso da Coldiretti. In centinaia dentro ad assistere alla firma del “Documento politico sul cibo e sull’agroalimentare abruzzese” da parte di Marco Marsilio, in qualità di candidato alla carica di presidente, e in tanti fuori a protestare per il caro carburante, i danni da fauna selvatica e le varie problematiche del territorio. Intanto mercoledì 7 febbraio il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà in Abruzzo per la firma dell’accordo sui fondi europei con la Regione Abruzzo.
LA PROTESTA
Oltre trenta trattori fin da ieri mattina sono stati sistemati a pochi chilometri dall’uscita del casello autostradale per chiedere al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste un incontro volto a esporre le problematiche del territorio e le difficoltà dei giovani che decidono di investire nella terra. «Noi protestiamo per questi giovani e per il loro futuro», hanno spiegato Marco Santucci, Vinicio Blasetti, Dino Rossi e un importante nucleo di agricoltori riunito alle porte della città formato prevalentemente da contadini under 30, «non possono avere solo il peso di andare a sottoscrivere mutui per acquistare le macchine da lavoro. Devono avere anche delle rassicurazioni e dei sostegni. Martedì 30 saremo all’Emiciclo perché vogliamo essere ascoltati dai capigruppo». Poco prima dell’inizio dell’incontro promosso da Coldiretti sono arrivati al castello Orsini oltre 100 agricoltori provenienti dal Pescarese con l’obiettivo di incontrare Lollobrigida. Non sono mancati momenti di tensione quando è stato impedito loro di entrare nella sala convegni, già piena. Le forze dell’ordine hanno bloccato e presidiato tutti gli accessi al castello fino alla fine della manifestazione. Contemporaneamente, lungo le strade di Avezzano, hanno sfilato i trattori con i tricolori in segno di protesta. Alcuni agricoltori presenti nel sit-in nella zona Nord della città sono arrivati al castello. Al termine del convegno la delegazione pescarese è riuscita ad avere un dialogo con il ministro Lollobrigida al quale sono state rappresentate le preoccupazioni di un intero comparto, mentre gli agricoltori della provincia dell’Aquila hanno chiesto un confronto al ministero nelle prossime settimane.
L’INCONTRO
Bandiere giallo Coldiretti dentro e fuori e una platea gremita hanno dato il benvenuto al ministro Lollobrigida accolto dal sindaco Gianni Di Pangrazio. Presenti, tra gli altri il sottosegretario Luigi D’Eramo, amministratori locali e regionali, i vertici di Coldiretti e tanti associati arrivati da tutto l’Abruzzo. Il convegno, moderato dal direttore regionale di Coldiretti Roberto Rampazzo, è stata l’occasione per affrontare le tematiche legate al mondo dell’agricoltura, ma anche per fare un bilancio di quanto fatto negli ultimi anni in Abruzzo e dei progetti futuri a partire dalla realizzazione dell’impianto irriguo del Fucino per il quale, come ricordato dal presidente della Regione Marco Marsilio e dal vice Emanuele Imprudente, saranno investiti 90 milioni. Il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli, e il vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri, hanno ringraziato il ministro per la partecipazione e hanno illustrato le 12 proposte del documento politico – sottoscritto ieri da Marsilio e poi in un secondo evento sottoposto anche all’attenzione del candidato presidente del centrosinistra Luciano D’Amico – tra semplificazione amministrativa e sburocratizzazione, tutela dei territori, corretta gestione dell’ambiente e tutela del made in Italy. «I temi al centro del documento sono i punti nevralgici dell’agricoltura del futuro», ha precisato Martinelli. «Nonostante il difficile momento storico bisogna imprimere al settore la giusta spinta e rafforzare gli strumenti a disposizione attraverso una normativa e una progettualità adeguate al contesto economico e sociale. Ecco perché il nostro documento ha uno spirito programmatico, propositivo e lungimirante ed elenca proposte concrete».
IL MINISTRO
Lollobrigida, che già nella mattinata aveva ricordato l’impegno del governo a favore dell’agricoltura e del suo sviluppo, ha ascoltato gli interventi dei vari relatori, la preoccupazione per le difficoltà riscontrate ogni giorno dagli imprenditori e la rabbia per i danni subiti dalle calamità e dalla fauna selvatica. Si è poi rivolto alla platea di agricoltori e ha assicurato che si lavorerà per prevedere altri aiuti. «Abbiamo a oggi considerato un intervento che mette a riparo e in garanzia le aree più colpite», ha dichiarato il ministro in riferimento allo stato di calamità per i danni da peronospora accordato nei giorni scorsi. «Siamo disponibili a ragionare su eventuali altre aree che possono avere simili criticità da quelle prospettate dal governatore Marsilio e associazioni di categoria. Crediamo di aver fatto un intervento importante. Ci sarà anche un’azione economica di sostegno alla produzione del vino che in Abruzzo è strategica. È una produzione quantitativamente molto elevata. Speriamo in futuro che salga il valore del prezzo del vino. Esistono prodotti di grande valore». Lollobrigida ha ricordato che «il danno dell’Abruzzo è particolare rispetto ad altre regioni. Interverremo per cercare di andare incontro all’agricoltura perché, dove si desertifica un luogo di produzione agricola, noi abbiamo abbandono. Una criticità che va affrontata in maniera decisa e lo stiamo facendo con gli strumenti a disposizione in questo momento». Il ministro Lollobrigida ha poi annunciato che mercoledì 7 febbraio il presidente Meloni sarà in Abruzzo per firmare l’accordo sui fondi europei con la Regione. Sulla battaglia contro il cibo sintetico, l’esponente del governo ha ribadito che «il cibo lo fanno gli agricoltori con la loro qualità. Qualcuno ha raccontato che l’Europa sarebbe stata contraria. Siamo andati in Europa e abbiamo raccolto grande consenso. L’Italia ha dato l’esempio. Senza l’agricoltura non c’è manutenzione dell’ambiente. Bisogna ricominciare a permettere di produrre e non a pensare che gli agricoltori possano vivere di elemosina».
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