La Protezione civile dà l’addio a Chiappini

Farindola. In tanti al funerale del 58enne morto a causa di uno schianto in moto: «Un vuoto enorme»
FARINDOLA. È stato un ultimo saluto commosso e partecipato, quello che la comunità di Farindola ha riservato ieri a Giorgio Chiappini. Il rito funebre ha visto la partecipazione di tantissime persone. Ieri alle 15, nella chiesa di San Nicola a Farindola, una comunità intera si è stretta attorno alla famiglia del 58enne, casellante dell’Autostrada dei Parchi, morto giovedì scorso a seguito dell’incidente del 30 luglio quando, a Cepagatti, il suo scooter si è scontrato con un Volkswagen Golf. Lascia la moglie Anna e tre figli: Claudia, Giovanni e Francesca. Durante l’omelia di don Luca Di Domizio ha preso la parola anche Fabiola Frisa che, a nome del gruppo di protezione civile Pivec di Farindola, ha letto una lettera d’addio e in ricordo all’amico prematuramente scomparso.
Chiappini è stato negli anni una vera e propria colonna della protezione civile locale, oltre che un uomo sempre pronto ad essere presente nella vita sociale del paese: «Te ne sei andato come hai vissuto: dignitoso, silenzioso, attorniato dalle persone che amavi», ha detto con la voce rotta dal dolore la collega-volontaria della protezione civile. «Ci siamo ritrovati a piangere troppo presto questo giorno, senza essere pronti, in fondo non lo si è mai abbastanza, come in emergenza, quelle che tu conoscevi e che hai vissuto in prima persona. Mille parole non sono sufficienti a cancellare il vuoto che ci stai lasciando, solo i ricordi dei momenti trascorsi insieme rendono tale vuoto più piccolo. Anna, Giovanni, Claudia e la piccola Francesca non sono soli, perché siamo certi tu veglierai su di loro, come su noi tutti e ci aiuterai a far rinascere la speranza nei nostri cuori. La vita passa, ma poche cose restano pilastri fissi dell’esistenza e tu Giorgio sei e sarai uno di questi», ha concluso Frisa.
Francesco Bellante
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