La Provincia cancella i contributi a 39 imprese

22 Febbraio 2016

Annullate le agevolazioni per un milione di euro perché le aziende non investono Vanno in fumo i progetti previsti nel 2013 per ottenere i finanziamenti dall’ente

PESCARA. Non tutte le imprese che chiedono e ottengono contributi pubblici per effettuare investimenti sono in grado, poi, di realizzare materialmente i progetti di potenziamento o miglioramento dell'attività. E accade che molte rinuncino al contributo, come è avvenuto per 39 piccole e medie imprese, ma anche microrealtà produttive che hanno gettato la spugna sin dall'inizio oppure non hanno dato seguito alle iniziative per le quali erano state ammesse alla graduatoria dei fondi Pit della Provincia e si sono viste revocare l'agevolazione. Sono state 55, invece, quelle che hanno realizzato l'investimento e beneficiato del contributo.

Inizialmente, spiegano da Palazzo dei marmi in riferimento al bando Pit del 2013, i fondi a disposizione erano pari all'incirca a un milione e 200 mila euro, dopodiché la Regione ha raddoppiato la somma da erogare alle imprese, e si è arrivati a due milioni e 400 mila euro ed è stato possibile estendere la graduatoria iniziale. Ora è arrivato il momento di tirare le somme, con la chiusura delle pratiche relative a quel bando Pit (Progetti Integrati Territoriali), e si scopre che 39 imprese hanno fatto un passo indietro e dei 2 milioni e 400 mila euro ne è stato utilizzato, e quindi rendicontato, solo uno e mezzo, per cui la parte restante torna indietro, alla Regione, e sarà utilizzata per altre iniziative.

I motivi della rinuncia possono essere i più vari, a partire dalla difficoltà delle Pmi ad impegnare fondi propri, visto che una parte dell'investimento da realizzare era a carico delle imprese stesse (con il divieto di dismissione per 5 anni). E poi, considerato che tra il momento in cui è stata presentata la candidatura e quello dell'effettiva realizzazione c'è stato uno sfasamento temporale, è possibile che siano cambiate le esigenze delle attività, anche rispetto al mercato, o che addirittura le imprese abbiano chiuso i battenti, complice la crisi. Da non escludere, poi, le difficoltà di accesso al credito. Tra l'altro i termini da rispettare per usufruire di questa agevolazione erano piuttosto rigidi: otto mesi di tempo (prorogabili di due) per realizzare l'investimento nella sua totalità e presentare tutta la documentazione, con la possibilità di subire una serie di controlli. Solo dopo il superamento di questi step era prevista l'erogazione del contributo (concesso in via anticipata, nella misura del 50 per cento, solo a chi ha presentato una polizza).

Nonostante la revoca sfiori il milione di euro, c'è un aspetto sicuramente positivo: gli investimenti sviluppati dalle 55 Pmi che hanno ottenuto i fondi Pit sono pari a tre milioni di euro, a tutto vantaggio dei fornitori.

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