La Provincia vuole 278mila § da Strada dei Parchi
PESCARA. L'occupazione del cosiddetto «spazio aereo» va assoggettata a Cosap. A sostenerlo è la Provincia di Pescara che ha chiesto alla società per azioni Strada dei Parchi di pagare 287mila 100...
PESCARA. L'occupazione del cosiddetto «spazio aereo» va assoggettata a Cosap. A sostenerlo è la Provincia di Pescara che ha chiesto alla società per azioni Strada dei Parchi di pagare 287mila 100 euro per la Cosap relativa agli anni compresi tra il 2010 e il 2014, oltre a sanzioni e interessi legali. Secondo la Provincia la somma è dovuta perché Strada dei Parchi ha omesso di pagare, in questo arco temporale ma in realtà anche in precedenza, il canone per occupare permanente delle aree pubbliche.
In realtà, si tratta di uno "spazio aereo", più che di superfici vere e proprie, cioè lo spazio che sovrasta le strade provinciali pescaresi, occupato dai ponti autostradali della A25. In passato, la Provincia non ha mai preteso queste somme alla società Strada dei Parchi, come ammette lo stesso ente, ora punta a riscuotere tutto il possibile, seguendo la linea intrapresa dalla Provincia di Teramo. «Abbiamo adottato la stessa procedura di Teramo», spiega il presidente Antonio Di Marco, «Strada dei Parchi sa di dover corrispondere queste somme quindi credo che non si possa far altro che pagarle». Non la pensa così la società che ha in gestgione le autostrade A24 e A25, che ha dato mandato ai porpri legali di presentare ricorso e chiamare in giudizio la Provincia. Per Strada dei Parchi la richiesta di pagamento della la Cosap è illegittima e la somma «non dovuta» per cui ha chiesto al Tribunale di Pescara di verificare «l'inesistenza e la nullità dell'avviso di pagamento».
La questione si sposta così al palazzo di giustizia e ci vorrà un po' prima di scoprire come finirà questo braccio di ferro. Situazione non nuova in Abruzzo perché si è già presentata a Teramo e in provincia dell'Aquila, coinvolgendo anche la società Autostrade per l'Italia. Le sentenze degli anni scorsi (primo e secondo grado) hanno dato ragione agli enti pubblici che pretendono la Cosap per occupare lo "spazio aereo", legittimandoli a chiedere anche gli arretrati. (f.bu.)
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