La psicologa: bisogna dare certezze ai ragazzi

Assunta Ferraro: «Tornare in Dad genera angoscia, devono sapere che è una misura necessaria»
PESCARA. Con l’aumento negli ultimi giorni dei contagi nelle scuole, per studenti e genitori, soprattutto quelli dei più piccoli, è tornato l'incubo della Dad. Incubo che con le vaccinazioni si sperava superato. Dei benifici e dei rischi della didattica a distanza e più generale dei mezzi informatici e del web si discuterà in una serie di incontri formativi-informativi, organizzati dall'Istituto Comprensivo 8 dal titolo “Genitori e figli nell’era digitale”. Il primo è in programma oggi, alle 17.30, su piattaforma Meet e in diretta facebook sulla pagina social dell'istituto. Referente dell’iniziativa è Assunta Ferraro, psicologa, psicoterapeuta nonchè responsabile dello Sportello di ascolto psicologico dello stesso Istituto.
Dottoressa Ferraro, cosa comporta per i ragazzi tornare in Dad, a livello emotivo e psicologico, ma anche fisico?
Quando una situazione tende a ripresentarsi, si entra in una dimensione di preoccupazione, ansia, angoscia. Ci si chiede quando finirà. Bisogna fare in modo di non lasciare ombre. E quindi dare a fiducia ai ragazzi, essere portatori di risposte, dare la certezza che si sta facendo il possibile e che si tratta di misure necessarie.
Che cosa registra dal suo sportello scolastico?
Lo sportello è attivo da diversi anni, io ne sono la responsabile dal 2019. Posso dire che negli ultimi tre anni, c’è stato un aumento di richieste sia da parte dei ragazzi più grandi, della scuola media, che dei più piccini. Questi ultimi tramite insegnanti e genitori. Invece, per i grandi la scuola ha messo a disposizione una sorta cassetta postale in cui inoltrare le richieste. Loro chiedono aiuto per una serie di reazioni quali paura, ansia, iperattività, difficoltà a concentrarsi, ma anche aggressività e irritabilità. Si tratta di ragazzi che si trovano in un momento evolutivo in cui la relazione è fondamentale e venendo a mancare possono manifestare dei disagi, che è importante intercettare. I bambini dell'Infanzia e della primaria hanno soprattutto disturbi del sonno. A livello fisico, stando tanto tempo davanti ai pc o telefoni, i rischi sono di tipo posturale e di affaticamento visivo.
Cosa si può o si deve fare per evitare che i ragazzi possano cadere nell'inerzia e nella pigrizia?
Bisogna essere loro vicini e presenti. Fare in modo che abbiano lo spazio per le loro relazioni, con l’esterno, che escano, riprendano lo sport. Creare, insomma, delle possibilità. È importante che gli adulti prestino attenzione e, nel caso, non abbiano timore a chiedere aiuto.
La Dad è così deleteria?
La Dad, in realtà, in un momento particolare ha consentito ai giovani di mantenere contatti che altrimenti non avrebbero potuto avere, e una routine scolastica. Li ha aiutati a mantenere un equilibrio. Certo, stare troppe ore davanti ad un pc porta delle conseguenze. Ma l’importante è cogliere segnali per evitare disturbi più importanti.

