La rabbia dei cittadini: «Siamo esasperati»

Decine di chiamate al Centro operativo: non possiamo neanche andare in bagno, così è devastante
PESCARA. Anche ieri pomeriggio la scuola Fabbiani è rimasta aperta per consentire all'utenza di raccogliere l’acqua con le taniche. Taniche che sono diventate praticamente introvabili su tutto il territorio angolano, tanto che in molti sono dovuti arrivare anche a Pescara per poterle acquistare.
Nel frattempo per tutta la giornata di ieri sono proseguite le lamentele dei cittadini, che hanno preso d’assalto le linee telefoniche del Coc. «Non abbiamo acqua da giorni», dice Giovanni che abita in via Tirino. «Il problema più grande sono i servizi igienici. La situazione è insostenibile, non si può gestire in questo modo un'emergenza del genere, va rivisto tutto». Carla invece abita in via Piomba: «Siamo esausti. Non possiamo fare lavatrici, lavastoviglie e non possiamo andare in bagno. Dopo tanti giorni senz’acqua la casa sta diventando invivibile».
Benito, che vive in via Salara, ha qualche anno in più e dice: «Non ricordo situazioni simili, sembra di essere tornati indietro di 40anni. Disporre la chiusura dell’acqua in pieno Ferragosto è stato devastante. Abbiamo ricevuto comunicazioni con orari che di fatto non sono mai stati rispettati. Ci viene detta una cosa e poi accade esattamente l'opposto», spiega con riferimento alla mancanza di puntualità sugli orari in cui era stato previsto il ritorno dell’acqua nelle case degli angolani.
Ivonne, che ha la sua casa a San Vittorito: «Il problema dell’assenza di acqua in questo momento dell’anno non è una novità. La gravità, al contrario, è il razionamento programmato in determinate fasce orarie, mai rispettato. Tutti abbiamo provato a organizzarci sapendo che a un certo punto l’acqua sarebbe tornata. Ma il mancato approvvigionamento ha comportato il completo svuotamento delle cisterne, condizione che ha portato a questo disastro». (a.d.s.)

