La rabbia dei negozianti: questa politica ci ha stufato

20 Marzo 2015

Un convegno sui progetti di rilancio del centro desertificato accende la lite Commercianti contro gli amministratori: «Ripetete le stesse cose da anni»

PESCARA. «Siamo stanchi di sentire le stesse cose da anni: la politica ci ha esasperato». E’ il mugugno in sottofondo di un gruppo di commercianti a scandire i tempi del convegno “Pescara Città Commerciale di nuovo”. Le analisi di mercato di Stefano Bollettinari, presidente della federazione internazionale di associazioni commerciali Vitrine d'Europe, i numeri drammatici delle attività che hanno chiuso i battenti e gli impegni assunti dall’amministrazione, durante l’incontro organizzato dall’assessore al commercio Giacomo Cuzzi e dal presidente della commissione consiliare Commercio Piero Giampietro, si scontrano con il malumore di un comparto alle prese con una congiuntura economica negativa sommata al drastico abbassamento dei consumi.

L’iniziativa per tentare di trovare una soluzione a breve termine alla desertificazione del centro e all’avanzata del degrado urbano, è sfociata in un dibattito molto partecipato tra i rappresentanti delle istituzioni e le forze produttive della città. Toni a tratti accesi e infine concilianti, culminati con una stratta di mano tra commercianti e assessore, nella sala Figlia di Jorio della Provincia. Assente la Confcommercio «nonostante il nostro invito», precisa il sindaco Marco Alessandrini, al tavolo dei relatori assieme al presidente della Camera di commercio Daniele Becci. Presenti in sala Gianni Taucci e Raffaele Fava della Confesercenti, Cristiano Tomei della Cna, il presidente di Confartigianato Digitale Giovanni Cauti, la segretaria della Cgil di Pescara Emilia Di Nicola, la segretaria provinciale del Pd Francesca Ciafardini e i rappresentanti dei negozianti del centro, di Pescara vecchia e Porta Nuova. In ballo c’è la scommessa del rilancio attraverso la realizzazione del centro commerciale naturale nei prossimi 6 mesi: un’idea che rimbalza da tempo tra gli annunci delle varie amministrazioni di destra e sinistra, ma finora rimasta lettera morta. Il cosiddetto quadrilatero d’oro dello shopping, compreso tra via Venezia e piazza Muzii e tra la riviera nord e la ferrovia, abbraccia un’area in cui gravitano 2.400 attività imprenditoriali con un indice commerciale di un esercizio ogni 7,6 abitanti.

«Il terziario è l’unica strada possibile», rimarca Giampietro, «è l’ultima occasione rimasta per rilanciare il territorio, anche da parte di noi giovani. I problemi sono sotto gli occhi di tutti. Noi siamo qui da pochi mesi, ma ci stiamo rimboccando le maniche affinché Pescara sia la città delle relazioni e non delle vetrine sfitte». Secondo Bollettinari, in tre anni il 35% delle imprese commerciali (iscritte nel 2011) ha chiuso i battenti, a fronte di una media nazionale più alta, pari al 42,6%. La percentuale sale al 75% per le aziende del settore alloggi e somministrazione (la media italiana è il 59,8%). «L’unico dato non negativo», dice, «riguarda la vendita al dettaglio, in aumento dello 0,1%. I numeri allarmanti dimostrano quanto si sia abbassata la competitività e l’attrattività». I freddi tecnicismi dell’analisi di mercato e il paragone azzardato con le grandi capitali europee fanno montare la rabbia dei commercianti. «Queste cose già le sappiamo, ce le ripetete ogni volta», si scalda Ligia, proprietaria di Bebè. Le fa eco Marina di Dolci Sport: «Vogliamo conoscere le proposte concrete, state qui per questo».

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