La rabbia dei sindaci: i lavori siano veloci

29 Giugno 2021

I primi cittadini temono che a causa dei cantieri si ripeta l’incubo del traffico impazzito sulla costa

Chiusure notturne in A14, torna la preoccupazione dei sindaci dei comuni rivieraschi che vivranno nuovamente l’emergenza legata al traffico pesante deviato dalla A14 alla Statale 16 per ben otto notti, dalle 23 alle 6. Un danno enorme per il turismo e nuovi disagi per i residenti. Torna l’incubo del periodo a cavallo tra il 2019 e il 2020, con ben 5mila mezzi pesanti che si riversarono sulla Statale 16. «Disagi ai residenti, all’economia ai commercianti, agli autotrasportatori, problemi alla salute dei cittadini e disagi alla sicurezza stradale con danni al manto stradale. Non possiamo permetterci di nuovo tutto questo» questo il grido di allarme dei primi cittadini.
SINDACI: RABBIA E PAURA
Cresce la preoccupazione tra gli amministratori locali, la popolazione residente e gli esercizi commerciali: l’incubo è che si verifichino le situazioni già viste con ore di blocchi e traffico impazzito sulla costa. Parlano i primi cittadini Matteo Perazzetti (Città Sant'Angelo), Sabatino Di Girolamo (Roseto), Andrea Scordella (Silvi), Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia).
CITTÀ SANT’ANGELO
«Dopo due anni l’auspicio è che i lavori siano eseguiti con raziocinio e nel più breve tempo possibile. Il danno economico per il territorio soprattutto al comparto turistico già in sofferenza a causa delle restrizioni subite per il Covid. Il mio territorio» afferma Perazzetti «non dovrebbe patire particolarmente il traffico che si riversa sull’Adriatica ma l’abbiamo subìto anche noi e per questo auspico una soluzione la più celere possibile».
ROSETO
«Subiamo ancora gli effetti del traffico e dell’inquinamento, è l’ennesimo episodio che si ripete. Mio auguro» asserisce Di Girolamo «che Autostrade faccia una riflessione e ci ristori per i danni subiti. Posso solo assicurare la pattuglia dei vigili urbani ma, si capisce bene, è poca cosa di fronte al traffico e alle code che, nel passato, andava in modo ininterrotto dal ponte sul Tordino fino alla stazione ferroviaria di Pineto, un serpentone di 5-6 chilometri di coda. Nei momenti di picco posso spegnere i semafori ma questo crea un pericolo maggiore».
SILVI
«Il nostro territorio subisce continui danni, compresi i rumori notturni causati dal traffico, dalle chiusure sull'Adriatica e conseguenti riversamenti sull'Adriatica. «Non possiamo vivere costantemente con questa "spada di Damocle" sulla testa», afferma Scordella, «stiamo lavorando per intervenire per avere la variante, una strada extraurbana alternativa all’Adriatica, arteria che attraversa tutta la città, già di per sé sovraccarica di traffico intercomunale».
FOSSACESIA
«È necessaria l’estensione fino a Vasto Sud della riduzione del 50% dei pedaggi. Inoltre non si può sottovalutare che il tratto dell’Adriatica da Ortona a Vasto, per le sue caratteristiche orografiche, oltre che per una carreggiata spesso angusta, non può sopportare una viabilità emergenziale».