La rabbia del comitato residenti «Masci ci esclude dalle scelte»

29 Agosto 2020

PESCARA. «Amarezza e rabbia»: sono gli stati d’animo che manifesta il comitato “Per una nuova Rancitelli” per bocca della presidente Francesca Di Credico, dopo le ultime notizie che hanno riportato...

PESCARA. «Amarezza e rabbia»: sono gli stati d’animo che manifesta il comitato “Per una nuova Rancitelli” per bocca della presidente Francesca Di Credico, dopo le ultime notizie che hanno riportato il quartiere sotto i riflettori. «Siamo amareggiati», spiega Di Credico, «per quelle che, dopo la grave intimidazione a un membro del comitato, ci sono sembrate solo parole di circostanza». «Ma soprattutto», sottolinea, «siamo arrabbiati per la mancata convocazione nella riunione sulle demolizioni in via Lago di Borgiano e al Ferro di cavallo. Più volte ci è stato promesso che, come comitato, saremmo stati coinvolti nelle decisioni importanti su Rancitelli. Invece, quando ci si è seduti intorno a un tavolo, siamo stati esclusi».
«Ci sentiamo presi in giro», dice Di Credico, «dobbiamo pensare che per chi ci governa questo comitato sia solo un utile starring partner quando bisogna fare passerelle in nome della legalità e dell’onestà?». La presidente teme inoltre che, all’indomani del raid di martedì notte, siano arrivate solo le solite dichiarazioni di circostanza. «Il sindaco Carlo Masci ha annunciato anche stavolta decisioni forti», commenta, «allora ci dia subito un segnale tangibile, e con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica riservi a Rancitelli la stessa attenzione destinata alla movida, con controlli e presìdi. E che siano misure durature, non limitate ai giorni immediatamente successivi a episodi clamorosi».
Sempre riguardo all’episodio di intimidazione, il comitato esprime «apprezzamento per la solidarietà del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, ma non possiamo non trovarci d’accordo con l’assessore comunale Isabella Del Trecco, che chiede a Pettinari di procedere con denunce circostanziate, anziché ribadire sempre problematiche generali sotto gli occhi di tutti». Sulle occupazioni, Di Credico evidenzia una situazione meno rosea di quella descritta da Del Trecco: «È vero che quattro delle cinque case sgomberate a novembre sono state riassegnate, ma è altrettanto vero che gli sgomberati hanno rioccupato illegittimamente alloggi nelle stesse zone».
Andrea Rapino
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