La rata del mutuo di casa lievita: il giudice riconosce l’illegittimità

30 Aprile 2022

PESCARA. Circa quattro anni fa, un impiegato pescarese aveva deciso l'acquisto della prima casa puntando sull’appoggio di una banca estera, un colosso britannico. Ma presto si è ritrovato sommerso da...

PESCARA. Circa quattro anni fa, un impiegato pescarese aveva deciso l'acquisto della prima casa puntando sull’appoggio di una banca estera, un colosso britannico. Ma presto si è ritrovato sommerso da un mutuo che cresceva sempre più, senza possibilità di uscire da quel tunnel, fino a quando non ha deciso di affidarsi all’associazione Sos Utenti e in particolare all’avvocato Emanuele Argento, esperto in materia bancaria, che è riuscito a ottenere un successo davanti al tribunale civile di Pescara. Il giudice Valeria Battista ha infatti riconosciuto «l’illegittimità di un mutuo indicizzato in franchi svizzeri», come scrive l’Associazione in una nota, «venduto a un consumatore pescarese come un semplice mutuo, mentre si trattava di un prodotto finanziario da cui erano scaturite grosse perdite».
Accadeva che l’importo che la banca chiedeva al cliente era sempre più esorbitante nel corso degli anni, man mano che il franco svizzero si rafforzava nei confronti dell’euro. La difesa di Argento ha permesso al ricorrente di ottenere anche l’annullamento degli interessi passivi applicati al mutuo. Di particolare rilievo giuridico è la decisione del giudice che ha condiviso i principi della Corte di Cassazione e le eccezioni formulate dalla difesa del cliente, perché il mutuo non è stato ritenuto meritevole di tutela, secondo l’ordinamento giuridico, a causa dell’enorme sproporzione tra le previste prestazioni delle parti e la totale mancanza di chiarezza e trasparenza, come sostiene Sos Utenti.
In sostanza, il contratto di mutuo, indicizzato in valuta estera in cui sia inserito un fattore di rischio, non è un comune contratto di mutuo (comprensibile a un consumatore medio), ma un mutuo cui è abbinato un rilevante fattore di rischio finanziario, cosicché la clausola di rivalutazione al franco svizzero inserita in un contratto di mutuo in euro indicizzato alla moneta svizzera è nulla, ove non sia stata oggetto di adeguata informativa e non sia redatta in modo chiaro e trasparente per il mutuatario consumatore.
«Un prodotto tossico», lo definisce nella nota il presidente onorario dell'Associazione, Gennaro Baccile, «attraverso il quale la banca internazionale ha spinto, ingannandoli, tantissimi consumatori e aziende a speculare contro il franco svizzero che, come è noto, è la valuta più stabile e più forte del mondo». (m.cir.)
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