La Regione: 400mila euro per dragare tra venti giorni

8 Gennaio 2019

PESCARA. Realizzare subito, «in dieci - venti giorni», un intervento di dragaggio che renda il porto transitabile, usando i 400mila euro che l’Autorità di sistema portuale aveva destinato alla...

PESCARA. Realizzare subito, «in dieci - venti giorni», un intervento di dragaggio che renda il porto transitabile, usando i 400mila euro che l’Autorità di sistema portuale aveva destinato alla Regione per finanziare il dragaggio delle banchine. E poi fare in modo che venga «svuotata la vasca di colmata», dove è stato riposto il materiale dei precedenti dragaggi, affinché quegli spazi possano essere usati per posizionare la sabbia dei futuri escavi. Sono le soluzione su cui sta lavorando la Regione, dopo l’incontro di ieri con la Capitaneria e gli armatori, che sono di nuovo alle prese con il problema dei fondali insabbiati.
Se ne sta occupando Enzo Del Vecchio che ieri mattina ha partecipato alla riunione in Capitaneria e ieri pomeriggio ha assistito alla misurazione dei fondali, sempre con Capitaneria e armatori. Ed è emerso che «sono ridotti al lumicino». La situazione è «disastrosa», commenta Del Vecchio, e oltre a dover garantire «l’attività di pesca» si deve pensare all’aspetto della «sicurezza» degli operatori. Sarà seguita la strada «della somma urgenza», per i lavori, per cui Del Vecchio ha allertato gli uffici della Regione e l’Autorità di sistema portuale e ci vorranno almeno «una decina di giorni prima che qualcosa si muova». Ma una “pulizia” dei fondali di questo tipo «non risolverà il problema. Servono dragaggi più consistenti» e prima «va svuotata la vasca di colmata». Deve farlo il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche che aveva tempo fino al 31 dicembre ma ha ottenuto una proroga di un anno. «Non si può andare avanti così con il Provveditorato», dice Del Vecchio che già in passato ha provato a smuovere le acque e ad accelerare i tempi, senza riuscirci. Questa volta ha chiesto che intervenga sul Provveditorato direttamente «il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli», per ottenere un sollecito di un certo peso.
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