La Regione agli abruzzesi: non rifiutate AstraZeneca

8 Aprile 2021

La paura per il vaccino anglo-svedese rallenta la campagna: il 10-20% dei cittadini dice no Marsilio: «Dosi sicure, non bisogna avere paura». Piano di difesa: i sindaci chiedono risorse

PESCARA. In Abruzzo continua la campagna di vaccinazione contro il Covid, ma c’è un nuovo ostacolo da superare: lo scetticismo delle persone a farsi somministrare il vaccino AstraZeneca, finito sotto la lente d’ingrandimento per la paura di possibili collegamenti con casi di trombosi.
Il caso AstraZeneca adesso spaventa anche gli abruzzesi. «Stiamo riscontrando troppe difficoltà a convincere le persone a farsi somministrare il vaccino AstraZeneca: il 10-20 per cento tende a rinunciare al vaccino anglo-svedese», spiega il presidente della Regione Marco Marsilio, che invita i cittadini a vincere lo scetticismo e la comunità scientifica a fare chiarezza. «Sarebbe auspicabile che finisse il balletto delle incertezze sulle forniture, sull’efficacia e sulla presunta pericolosità di questo vaccino. I nostri medici fanno un grande lavoro quando fanno le anamnesi per rassicurarli del fatto che sono sicuri. Rinnovo l’appello ai cittadini», aggiunge Marsilio: «non temete di fare questo vaccino. Il timore vero è che non se ne facciano troppi e che troppe persone restino senza per scelta o per paura. Questo non consentirebbe una riapertura completa e serena delle attività».
Ieri, dopo le rassicurazioni dell’Ema, sono arrivate anche quelle del commissario Francesco Figliuolo che ha annunciato alle Regioni l’apertura da oggi della categoria 60-79 anni ad AstraZeneca.
I VACCINI
La buona notizia per l’Abruzzo è l’accelerazione nella fornitura di nuovi vaccini. Sono state appena consegnate altre 38.610 dosi di Pfizer. «Noi vacciniamo in base alle dosi che ci danno, come abbiamo dimostrato nei numeri», afferma Marsilio. «C’è una continua pressione e promessa di accelerazione e di arrivo di un numero maggiore di dosi e da una settimana cominciamo ad apprezzare un cambio di passo nella fornitura che ci consente di riprogrammare l’attività vaccinale a più lungo respiro».
LE DOSI
Ieri in Abruzzo sono state somministrate 2.043 dosi, di cui 1.697 Pfizer, 312 Moderna e 34 AstraZeneca. Delle somministrazioni complessive, 1.414 sono relative alla prima dose e 629 al richiamo. In totale sono 259.295 le dosi somministrate, pari al 73% delle 355.340 complessivamente consegnate.
I COMUNI
Oggi il direttivo regionale dell’Anci (associazione dei comuni) incontrerà l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, il responsabile per le vaccinazioni, Maurizio Brucchi, e la Protezione civile. A fronte del coinvolgimento delle amministrazioni locali nella campagna vaccinale, i sindaci chiedono alla Regione e al governo maggiori risorse, sempre all’interno dei fondi Covid, in termini sia economici sia di personale. «Incontro che abbiamo voluto come sindaci perché dobbiamo capire quale coinvolgimento si vuole dalle amministrazioni comunali», spiega Gianguido D’Alberto, presidente Anci Abruzzo. «C’è un principio che abbiamo capito: senza i Comuni, senza il supporto delle loro strutture, la campagna vaccinale non va da nessuna parte. Quindi quale coinvolgimento vogliamo dai sindaci, dai Comuni? Perché il piano vaccinale non specifica come. Logistico? Lo stiamo facendo. Organizzativo? Lo stiamo facendo. Ma come deve avvenire?». D’Alberto sottolinea come l’organizzazione della campagna vaccinale impatti fortemente sulle attività amministrative dei Comuni. «Si chiede ai Comuni di mettere a disposizione intere strutture, e con l’avvio della vaccinazione di massa l’impegno sarà ancora maggiore», continua il presidente regionale Anci, «ma le risorse umane e logistiche necessarie richiedono che ci sia un riconoscimento istituzionale, altrimenti il sistema si inceppa. Perché gli uffici del Comune sono gli stessi che fanno il sociale, i procedimenti e le gare. Ci vuole un riconoscimento del ruolo dei Comuni, perché se ci mettono a disposizione le risorse, sempre nell’ambito dei fondi Covid, saremo noi a organizzare il servizio sul territorio. Ma mettiamo i Comuni , in condizioni di operare perché questa situazione sta strozzando le amministrazioni».
OVER 70
Già entro questa settimana dovrebbe partire la manifestazione di interesse per la vaccinazione della popolazione tra 70 e 74 anni attraverso la piattaforma delle Poste. La prenotazione dei vaccini sarà gestita con la piattaforma delle Poste e attraverso il suo utilizzo i cittadini potranno visualizzare in tempo reale il giorno e l’ora dell’esecuzione dei vaccini. È già attiva, invece, sul sito della Regione, la piattaforma telematica per le manifestazioni d’interesse delle persone di età compresa tra i 75 e 79 anni.
200 VOLONTARI
Sempre sul sito della Regione, è aperta anche la piattaforma rivolta ad operatori sanitari in servizio o in quiescenza, oltre a volontari a supporto delle attività amministrative e di inserimento dati, che vorranno partecipare gratuitamente alla campagna vaccinale. Finora sono 200 gli operatori sanitari che hanno aderito. Lo sportello digitale sarà aperto fino al 1 maggio. Gli interessati potranno limitare la propria disponibilità anche solo ad alcune ore.